Intervista ad Andrea Bancone

In occasione dell’Inaugurazione di UNDERGround, mostra collettiva in scena presso la GARD dal 16 al 29 Aprile, abbiamo avuto modo di fare qualche domanda al giovanissimo fotografo.
Con Andrea Bancone inauguriamo la serie di

Interviste agli Artisti

che incontreremo d’ora in avanti con le iniziative di
 

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Andrea Bancone, classe ’89, nasce a Roma e da sempre con la passione per le più svariate forme d’arte e di creazione, incomincia col disegno per poi passare alla fotografia, cercando sempre di catturare il momento in una maniera che più riesca ad esprimere quello che il momento stesso gli trasmette per poi renderlo a chiunque sia in grado di recepirlo.

1. Andrea, tu sei molto giovane e molto promettente. A che età hai cominciato con la fotografia?


I primi scatti se così si può dire li ho incominciati a fare all’età di 12-13 anni circa, in parallelo alla “scoperta della videocamera” e di qualcosa di diverso che non fosse foto con amici durante feste ma altre realtà che mi raccontassero qualcosa di diverso.
2. C’è un episodio particolare che ti ha fatto capire di voler intraprendere la strada della fotografia?


Forse uno c’è n’è! Risale ad uno scatto fatto a Venezia qualche anno fa durante una gita scolastica che è poi diventato simbolo di un nuovo modo di analizzare la realtà e l’ho difatti chiamato “Chaos”.
3. Restiamo sul personale: cosa fai nella vita, a parte decidere di catturare gli istanti (cit.)? Hai altre passioni, un lavoro, studi?

Al momento lavoro come assistente alla regia per “Mr. America”, un film a cui sto mettendo tutto me stesso, per far sì che riesca nel migliore dei modi, ed in genere mi muovo appunto tra cinema, teatro e fotografia che sono anche le mie passioni più grandi.

4. C’è un grande fotografo, o più d’uno, cui ti ispiri? Perchè?


Forse Anton Corbjin, che è poi anche regista cinematografico, è sicuramente tra i fotografi le cui foto più mi trasmettono.

5. Alla mostra UNDERGround esponi foto a colori e b/n. Quale delle due scelte preferisci, o fai più spesso, e perché?

In realtà non ho preferenze. Il bianco e nero enfatizza tantissimo però anche i colori se ben disposti fanno tanto.

6. E’ la tua prima mostra? 
Se non lo è, ti piacerebbe avere una personale tutta per te, o preferiresti esporre in una collettiva, e perchè?

A Marzo due mie foto sono state in mostra al Vermont Photo Space (USA), questa negli Stati Uniti è stata la mia prima mostra e quella foto chiamata “Riccioli” la mia prima foto venduta!
– aggiornamento dell’ultim’ora, ci congratuliamo per la notizia freschissima, per la quale Andrea è decisamente emozionato!-

7. Se dovessi paragonare il tuo modo di fare fotografie, (e di vedere la fotografia!) al modo di dipingere di un grande artista, quale sceglieresti (per tecniche utilizzate, per modo di vedere la società, etc…)?


Sicuramente l’Impressionismo è tra i movimenti che più mi ha affascinato dai tempi delle superiori ad oggi.
8. Che ne pensi dell’attuale approccio all’arte dei giovani, più giovani di te? Come ti poni nei riguardi del dilagare dell’utilizzo della macchina fotografica tra i giovani e giovanissimi?

Sicuramente oggi il mondo della fotografia è più a portata di mano per tutti e confido in nuovi ed interessanti modi di esprimersi.
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