Intervista a Wally Romeo

In esposizione dal 16 al 29 Aprile, per la collettiva UNDERGround, troviamo anche la colorata e curiosa tela di Wally Romeo, Oldtime. Le chiediamo quindi di parlarci di lei, per il secondo appuntamento con

INTERVISTE AGLI ARTISTI

di

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1. Wally, leggiamo dalla tua pagina su IoArte che vivi a New York. Sei nata in Italia o negli USA (o, ancora, altrove!)? Ci vuoi raccontare, – siamo molto curiosi, ammettiamolo! – un po’ il percorso della tua vita?  
Sono italianissima, con papa’ siciliano e mamma milanese. A Siracusa, dove sono nata, ho frequentato l’Istituto d’Arte, dove ho studiato Interior Design,  mi sono spostata poi a Bologna a studiare pittura all’Accademia di Belle Arti.  Un paio di anni dopo lascio l’Italia per andare a vivere in Svizzera dove poi incontrero’ quello che sarebbe diventato il mio attuale marito. Insieme iniziamo questa bella avventura che ci portera’ a vivere prima a San Francisco, poi a Londra e gia’ da 6 anni a New York, dove come gia’ sai vivo attualmente.

2. Scorrendo la pagina delle tue opere, da IoArte, si nota subito la tua capacità di spaziare dal figurativo al surrealismo, dal ritratto al dripping pollockiano, ti cimenti in fotografia ed in paesaggi spesso caratterizzati da un dominante impressionismo.  La scelta dell’adozione di tanti stili diversi, tipica di un’artista dal ricco bagaglio culturale, da cosa dipendono?
E’ stato interessante leggere la tua descrizione del miei vari stili. Surrealismo?! Non ne’ ero al corrente! (surrealismo è l’etichetta, il tag, che il portale IoArte dà ad alcune opere di Wally, ndr)
…Diciamo che quelli pubblicati su IoArte (gli acquarelli) sono dipinti eseguiti un paio di anni fa, quando ho riiniziato a dipingere e stavo sperimentando un po’ i vari terreni. Adesso mi dirigo verso un figurativo espressionista, ma in realta’ e’ quello che la mia “mood “mi detta. E’ anche vero che ho vari interessi e forse questo mi porta a eseguire i miei dipinti in varie tecniche. Diciamo che sono in continua evoluzione, la mia arte rispecchia d’altronde il mio cammino, e non ho ancora messo radici!

3. Sapresti definire un excursus al cui interno inserire le diverse fasi (come Picasso…), o la tua produzione è sempre stata così eterogenea e variegata?
Ho iniziato quando ero ragazzina usando l’olio e dipingevo paesaggi in maniera abbastanza realistica. Dopo c’e’ stata la fase dei disegni, usando la matita o la china, studiavo i disegni dei grandi maestri (Leonardo, Michelangelo…). In seguito, ho voluto imparare l’acquarello, quasi per sfida. E’ sempre stato un challenge, ma ho trovato un buon maestro. Adesso uso l’acrilico unendo a volte l’olio. L’acrilico per me e’ audace, e quindi mi dirigo piu’ verso un espressionismo con colori vivi.

4. Di cosa ti occupi a New York? Esponi anche lì?
E’ da qualche anno che ho deciso di dedicarmi solamente alla pittura. Ho partecipato a piccole mostre, e conto di farne altre.

5. E’ la tua prima mostra a Roma? Come ti è sembrata UNDERGround, ti è piaciuto come è stata gestita la scelta degli artisti?
Si, e’ la mia prima mostra a Roma, e ne sono contenta!  Dalle foto viste sembra che sia improntata piu’ su immagini fotografiche, tra l’altro molto belle.

6. Parliamo di Old Time, opera esposta per UNDERGround: è un vivacissimo acquerello, hai inquadrato in primissimo piano un Taxi, che dalle forme e dai colori sembra quasi un cartone animato, tanto vivo da sfuggire alla completa rappresentazione (infatti, la figura del Cab è volutamente tagliata!). Ce ne vuoi parlare?
In realta’ e’ un dipinto preso da una foto vista su una rivista, mi ha colpito l’inquadratura e i colori vivaci. Ho voluto subito dipingerla, quasi con disimpegno, e pero’ e’ gia’ stata scelta per l’apparizione in due mostre.

7. Ti facciamo la domanda che ci piace fare a tutti gli artisti che conosciamo: qual è la corrente pittorica che senti più vicina alle tue corde?
Senz’altro adesso e’ l’espressionismo, mi piacciono i colori vivaci, i tratti audaci e spontanei.

8. Cosa pensi della produzione artistica in Italia, e della gestione e della valorizzazione dell’arte nuova, fresca? Qual è la prima differenza sostanziale, tra Italia e USA, a cui pensi?
Dovrei interessarmi dippiu’ a quello che succede in Italia, senz’altro lo faro’ d’ora in poi. Posso solo dire che l’arte qui in America rispecchia la popolazione del paese stesso, e’ variegata, alternativa e allo stesso tempo conservativa, innovativa e tradizionale.

9. Ultima curiosità: qual è la città che ti ha colpito di più, tra tutte quelle che hai visitato? 
Sono tutte cosi’ belle che e’ difficile da dire. Posso risponderti in termini di cosa mi hanno lasciato personalmente, San Francisco senz’altro, la citta’ in cui mi sono sposata, e adesso New York, la citta’ in cui ho messo al mondo i miei due figli, e la citta’ in cui ho riscoperto la mia passione, la pittura.
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