Intervista a Francesco Carta

In esposizione dal 16 al 29 Aprile, per la collettiva UNDERGround, abbiamo incontrato anche i giovanissimi assemblaggi di Francesco Carta. Gli chiediamo quindi di fare quattro chiacchiere con noi, per il terzo appuntamento con

INTERVISTE AGLI ARTISTI

di

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1. Francesco, sei giovane ed hai partecipato a molte iniziative, come si deduce visitando la tua pagina su IoArte
Qual è il tuo percorso di esperienze formative?
In realtà nonostante sia da sempre appassionato d’arte non ho una vera formazione artistica anche se da molti anni mi dedico al collage e alla pittura.

2. I tuoi assemblaggi di materiali e segni sono tra  le opere le più in linea con la tematica di UNDERGround: intravedere forme urbane, schiacciate da forme umane a due dimensioni: cosa accomuna i due esemplari esposti presso GARD?
Tematica costante di molti miei lavori e in particolare di skeitlov e shopping, è la figura umana, inserita in un contesto, come in questo caso urbano, uno squarcio di metropoli.
Altrettanto frequentemente studio la figura umana accostata semplicemente al colore, che diventa esso stesso contesto dell’opera.

3. Hai mai avuto esperienze all’estero, o particolari, impreviste, che ti hanno fatto cambiare improvvisamente modo di concepire la tua arte?
Non ho ancora avuto modi di fare esperienze lavorative all’estero ma i viaggi degli ultimi anni, le mostre, esposizioni e fiere d’arte mi stimolano di continuo la creatività. 

4. Qual è la fascia di pubblico che ama di più i tuoi quadri? Giovani, esperti d’arte, galleristi, altro?
Sicuramente i giovani, i creativi, gli amanti della street art e del design.

5. Una domanda su Scheitlov: scheitlov è come si pronuncia skate love: è un titolo ironico, o c’è dell’altro?
Skeitlov  è sicuramente uno dei lavori a cui sono maggiormente affezionato, ecco il perchè del suo bizzarro titolo.
In qualche modo mi rappresenza, attraverso la grinta con cui il soggetto squarcia il tessuto urbano, quasi in un istante immobile nel tempo, sempre reale.

6. C’è qualcosa che avresti voluto fare, realizzare, un sogno nel cassetto, e che non sei riuscito ad intraprendere o portare a termine?
La prima volta che ho esposto un mio lavoro al pubblico ho pensato d’aver realzzato il mio più grande sogno, ma in realtà mi sbagliavo.
Aspetto come i surfisti l’onda perfetta… 
7. Quali sono le tematiche che preferisci affrontare e trattare? Perché?
Come già detto amo molto le figure umane, in particolare i volti, maschili e femminili, il cogliere le loro espressioni, ma anche le sagome e il loro accostamento a macchie di colore forti o solo accennate, ma in grado di fonderli insieme.

8. Ti è piaciuto partecipare ad UNDERGround? Come ti è sembrata la scelta degli artisti?
Mi è piaciuta come esperienza per mettrermi in gioco e relazionarmi con il pubblico, cosa che nelle mie esperienze passate si è dimostrata essere molto stimolante.  Ho apprezzato maggiormente i lavori di Magherita Premuroso, davvero molto belli.

9. Cosa consiglieresti a giovani come te, o più giovani, che vorrebbero intraprendere la strada dell’arte? 
Sicuramente non è una strada semplice almeno se si vuole farne una professione, ma di grande soddisfazione. Bisogna fidarsi del proprio istinto, non fermarsi anche se ci sembra che le cose non vadano per il verso giusto e provarci sempre.  
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