Intervista a Maurizio Yorck

Il magnetico Maurizio Yorck è un artista che fa delle luci metropolitane le proprie muse. Scorci, macchine umanizzate e spazi animati. E’ una produzione ricchissima e di certo fascinosa ed accattivante, ed in più la mostra UNDERGround ha dato modo a Maurizio di vendere una sua opera. Il quarto e penultimo appuntamento con gli artisti di UNDERGround è l’occasione di raccontarvi l’incontro con Maurizio Yorck, il Metropolitan-Monet.

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1. Caro Maurizio, fiondiamoci subito a cercare informazioni su di te: leggiamo l’intestazione del tuo sito: “Esiste al mondo una setta che di notte prende possesso del tempo. In quei momenti il godimento è massimo, mentre una parte del mondo tace la setta entra in azione, e scrive, dipinge le emozioni, le passioni, le paure degli Uomini. E’ la setta degli Artisti”. Senti di appartenere a questa setta?

Questa per altro è una citazione cinematografica, da me ritoccata. Nelle conseguenze dell’amore, checonsiglio a tutti di vedere, è citata la setta degli insonni. Il concetto è molto simile a ciò che vive chiunque “emetta” Arte, e conosce bene quella sensazione qui descritta. Di notte, avviene tutto all’insaputa del mondo,  e a volte anche di te stesso. Quando ti risvegli, c’è qualcosa in più sul cavalletto, su di un foglio di carta, e ti stupisce alla vista anche se eri lì mentre lo producevi.

 

2. Leggiamo, ancora, che sei un artista ricercatissimo. Conoscendo lo scenario vasto e popolatissimo di artisti (la setta, appunto), ci sveli qual è il segreto che ti permette di essere così amato dal pubblico?

Io sono un passionale, e metto nelle mie opere qualcosa che nasce da dentro, dipingo uno scorcioperchè mi ha emozionato, perchè è parte della mia vita, perchè ho dei ricordi. L’energia che ne deriva si trasmette e chi ha il cuore aperto in quel momento la fa sua e ci legge le sue emozioni, i suoi ricordi. E’ bello ricevere a volte degli mms con immagini simili a quelle che io dipingo, con la dicitura “è questo ciò che vedi tu?”. C’è quindi questa voglia di metabolizzare quella mia visione del quotidiano, che cerca appunto il bello sotto i nostri occhi.

 

3. Alla scorsa mostra, UNDERGround, è stata venduta una tua opera. Credi abbia beneficiato della visibilità che naturalmente apporta ogni esposizione aperta al pubblico? 

Una mostra è sempre un’opportunità. Appunto ci si “mostra”, ed è l’occasione per arricchirsi di nuove conoscenze, visioni differenti dell’arte, nuovi incontri di qualsiasi genere. Nel mio caso una combinazione di eventi ha portato anche alla vendita di un’opera.

4. Qual è il tuo quadro preferito, di tutta la tua produzione? Quello a cui ti senti più legato, che rappresenta un momento artistico e/o della tua vita particolare?

Sicuramente “La pioggia sulla colombo”, è un’opera che racchiude dentro così tanta energia che non so spiegarmelo neanche io. Eravamo in cinque a casa mentre la realizzavo, e la sera a cena eravamo tutti incantati cercando di capire….Poi è stata “premiata” a berlino nel 2009 nell’ambito di celesteprize quindi questo avvalora ancora di più il sentimento che nutro per Lei.

 

5. Qual è, potendo scegliere, l’avanguardia cui ti senti di appartenere? Noi ti definiremmo Metropolitan-Monet!

Non amo definirmi e comunque non saprei farlo, meglio se lo fanno gli altri, ecco “metropolitan-monet” è molto carino in effetti. E Monet è stato sempre il mio preferito, quante sue opere ho copiato all’inizio è rimasto poco di quel periodo forse, ma ogni tanto sento che naturalmente cerca di rientrare nella tela.

 

6. Andiamo un po’ sul personale: cosa fai nella vita, a parte dipingere? Hai figli? Ai tuoi cari piace la tua arte, la capiscono, ricerchi la loro approvazione quando dipingi?

Ecco questo tasto non lo toccherei, normalizza l’artista, lo banalizza, rompe il sogno di chi ci guarda pensando che viviamo d’arte, di prime serate, di mostre continue, di emozioni e vite dissolute….meglio far sognare chi guarda all’arte. L’artista ha un’unico amore: l’arte, è sposato con Lei, i figli sono le sue opere. Ai miei stranamente piace la mia arte, sono sempre stati molto critici, quindi il fatto che piace a loro mi convince ancora di più su quello che cerco di rappresentare.

7. Non è la tua prima mostra con Soqquadro. C’è stato anche Figur-Azione, presso la Galleria Vista. Ti è piaciuto lavorare con noi? (sii sincero…)

In realtà prima ancora c’è stato “il fantastico e la meraviglia” al Golden Circus di Roma. Marina ha una grande energia e la trasmette sempre.

8. Le tue tele sono colpi d’occhio a scorci metropolitani, c’è una città in particolare che ami più di altre?

La mia ovviamente! Napoli, è imbattibile, anche se raramente rappresentata nelle mie opere. Ma la mia è la scoperta di ciò che è sotto i nostri occhi come ti dicevo per cui, la città in cui vivo, Roma, è quella che si concede ogni volta come una bella donna al suo amante.

9. Se potessi dare un consiglio ad un giovane artista che vorrebbe intraprendere un percorso artistico simile al tuo, cosa gli diresti?

L’anima in ogni opera, pensiero, azione. Null’altro.


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