Intervista a Margherita Premuroso

Per l’incontro con Margherita Premuroso, abbiamo aspettato un po’: ma non invano, poiché la giovane artista dai mille interessi ci ha rilasciato una delle interviste più belle e ricche che abbiamo realizzato fin ora.

Affidiamo allora ad una frase tratta proprio dall’intervista alla nostra Kokoschka Multitasking, il compito di introdurre l’intervista:

I miei soggetti sono sempre individui

isolati dal contesto e circondati dal niente,

luogo dove il pensiero prende vita e si alimenta.

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1. Margherita, è la tua prima mostra questa? se non è così, a quante altre hai partecipato e di che tipo erano? (personale, collettiva, aree tematiche)

No, non è la mia prima esposizione, ho partecipato ad un ‘altra mostra collettiva prima di questa sempre a Roma nel centro storico, il titolo era Urban Art, con tematica legata all’ecosostenibilità e al rapporto tra il soggetto e l’ambiente.

2. Dalla tua scheda, che abbiamo pubblicato nel post dedicato alla mostra UNDERGround, risulta che sei una giovane artista dal curriculum molto ricco. Come mai ti dedichi alla realizzazione di opere pittoriche?

Ho studiato in un liceo artistico a Monza che mi ha permesso di sensibilizzare le capacità creative, successivamente mi sono dedicata all’animazione 2d e 3d, mi affascinava realizzare un lavoro che combinasse il concetto di spazio e tempo.

Mi piaceva osservare un personaggio che disegnavo, in movimento come se avesse preso vita, e così mi sono appassionata, e ho cominciato a lavorare  nel 2005 presso case di produzioni di animazione e videogiochi in Europacome freelance.

Durante questi anni però non ho mai abbandonato il mio desiderio di dipingere e scolpire, così quest’estate dopo una lunga permanenza a Londra per lavoro, ho deciso di tornare a Milano e dedicare parte del mio tempo per l’arte, ed ora stanno nascendo i primi lavori…

3. Cosa hai imparato a Londra, capitale europea in prima fila sulla scena mondiale, e che vanta un panorama culturale, se non più ricco, meglio gestito di quello nostrano?

Sicuramente Londra offre un margine di lavoro e creatività molto più ampio rispetto all’Italia.

Ho potuto seguire importanti progetti tra video  e preproduzioni di serie televisive per bambini animate, è stata un’esperienza estremamente formativa. Tutt’oggi torno su ogni 15 giorni perché è una città di grande stimolo artistico e creativo.

Soprattutto nella zona dove abito, ricca di gallerie d’arte e studi di grafica di comunicazione… Nella zona est, a Shoreditch, una parte di Londra rivalutata, dagli artisti e dai cosiddetti “Freaks”, negli ultimi dieci anni. Consiglio a tutti di visitarla!

Tornando alla domanda e detto tutto questo, ho imparato quanto sia meravigliosa l’Italia. Stando là mi mancava tantissimo il clima, la tradizione, i luoghi d’arte, un po’ il nostro modo di fare… difficile da capirlo, ma questa è la sensazione che io ho avuto vivendo lì…

4. Di cosa ti occupi con Inkymind? Ci vuoi raccontare di cosa si tratta e come ti è venuta quest’idea?

InkyMind è un studio di animazione e montaggio video nasce dal mio desiderio di lavorare su progetti multimediali con uno stile nuovo e di qualità.

La sede è a Milano in via Tortona , siamo in quattro con collaborazioni all’estero, stiamo lavorando su un pilota per una sere televisiva per bambini dai 8 ai 16 anni, tutta in 3d .

Ci dedichiamo anche a intro e titoli di coda per i film, con video di motion graphic.

Lavorando a Londra per uno studio piccolo che si dedicava proprio allo stesso tipo di lavoro, ho pensato: Perché non riportare la stessa realtà in Italia? E così è nato inkymind.

5. Torniamo ad UNDERGround. Quando ci siamo incontrate, ti ho definito in modo giocoso la giovane Kokoschka, per l’atmosfera intensa tipica dell’espressionismo tedesco. Senti di aver subito l’influenza di questa avanguardia?

L’espressionismo tedesco e austriaco è la mia principale fonte di ispirazione, Credo che sia tra le correnti più comunicative e visivamente arricchenti per lo spettatore.

Schiele ad esempio è il mio artista preferito, amo in lui il suo modo di osservare l’uomo, come riesca a render il soggetto così fragile e al contempo intrigante, è invidiabile. Sono attratta molto ad esempio da Kokoschka da come gestisce le forme nel campo e dalle pennellate sicure di colore…sicuramente quando dipingo è la primo movimento al quale cerco di farmi ispirare per poi riprodurlo in una chiave più personale .

6. Se potessi accostare il tuo stile pittorico a quello di un grande artista defunto, quale sceglieresti e perchè? (senza modestia, è tutto concesso 🙂 )

Come dicevo Schiele è il mio punto fermo, mi piace molto il suo modo di raccontare la realtà, così soprattutto nei disegni mi rifaccio a lui.

Cerco di ricreare il suo modo di interpretare la figura le sue linee , le chiazze di colore sul volto, anche nella scelta dei soggetti.

Vi lascio il link così potete vedere alcuni miei disegni ispirati a lui: www.daysy.it

7. Ti è piaciuto partecipare alla collettiva presso la GARD? Avresti aggiunto qualcosa?

Molto! Gli spazi li trovavo stupendi, con i tubi a vista, i muri grezzi, i miei quadri ci stavano bene… sembravano fatti apposta!!

Da aggiungere che è stata ben pubblicizzata e curata nei dettagli. E’ stata sicuramente una bella esperienza!

8. Cosa consiglieresti a tuoi coetanei, colleghi o conoscenti, che secondo il tuo punto di vista meriterebbero di avere maggiore visibilità? 

Consiglierei a tutti loro di non aver paura di raccontare e di essere osservati dal'”altro”. Molte volte si teme il giudizio dello spettatore, così da frenare il pittore nel esposizione di opere.

In Italia ci sono tantissime offerte  di Spazi creativi di esporre quadri, possono attraverso portali come Exibart, aderire al maggior numero possibile, inoltre non escluderei di rivolgersi anche all’estero come Berlino, Londra, Madrid, dove magari ci sono maggiori possibilità per giovani artisti.

9. Domanda personale: hai un sogno nel cassetto, qualcosa che ti sarebbe piaciuto realizzare, e che non hai mai intrapreso?

Il mio sogno era proprio quello di aprire un ‘attività tutta mia in italia che si dedicasse alla creatività al 100%, è quindi un desiderio che sto realizzando pian piano.

Ora che inizio con questa nuova produzione artistica, il mio sogno sarebbe quello di raggiunger maggior visibilità in Europa.

10. Tu esponi anche alla mostra ”Ogni pensiero vola” inaugurata sabato 7 maggio, è una mostra molto bella. Come mai è stata scelta la tua opera? 

Ho incontrato la curatrice Marina  durante l’inaugurazione di della mostra Underground,  e mi ha parlato di questa esposizione nel palazzo Orsini a Bomarzo, “una proposta estremamente interessante”, ho pensato.

La tematica inoltre si prestava ai miei lavori, il concetto di pensiero è una peculiarità solo umana.

I miei soggetti sono sempre individui  isolati dal contesto e circondati dal niente, luogo dove il pensiero prende vita e si alimenta.

I pensieri più strutturati nascono quando ciascuno di noi è a tu per tu con se stesso, in un contesto di estraniazione da tutto ciò che ci circonda. Ed è proprio quello che cerco di ricreare nei miei lavori.

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One thought on “Intervista a Margherita Premuroso

  1. Complimenti a Margherita Premuroso, ma’ metti un tale che ha passato i cinquanta e che avrebbe voluto quand’era molto più giovane provarci come autodidatta nella Londra di oggi, che non conosce, come se la caverebbe e senza trascurare i costi della vita quotidiana. Ci sono consigli da ricevere. Ciao, grazie.

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