Via Vai – seconda edizione

Invito Via Vai 2 Edizione web

 

VIA… VAI…

Vita

Immagini

Arrivando

Vita

Andando

Interpreti

Allestimento espositivo nell’Hotel AbitArt, via Matteucci 10/20 Roma

Dal 14 maggio al 30 giugno  2018

Artisti

Francesca Bianchi , Silvano Debernardi, Patricia Glauser , Maria Lepkowska,

Maria Paola Moretti, Manuela Scannavini , Remo Suprani, Trasformarte 

Curatela:

Sonia Mazzoli e Marina Zatta

Un Hotel è un luogo di transito in cui si va per riandare via, in cui lo STARE è solo PERMANERE, uno spazio temporale provvisorio, un tempo estraneo, coincidente con l’espressione VIA VAI espressa nell’acronimo creato da Marina Zatta. In un Hotel si arriva, si sosta, si va.  Per denominare il posto che ci viene assegnato, la Camera, utilizziamo un aggettivo possessivo  Nostra, Mia, Tua, descrivendo un possesso che in realtà è illusorio: quello spazio non è Nostro, Mio, Tuo, lo utilizziamo in un lasso di tempo limitato estraneo alla Quotidianità, Esistenza, Vita che ci appartengono.

 

Anche gli spazi dedicati alle Arti sono provvisori, legati a un tempo relativo: Gallerie, Musei, Cinema, Teatri, Auditorium, e così via, sono zone di esistenza temporanea, legate a un ENTRARE che prevede un prossimo USCIRE, posti in cui VENIRE e ANDARE, per cui il VIA VAI caratterizza la temporaneità dei luoghi della fruizione artistica, posti in cui si arriva, si sosta, si va.

 

L’Arte stessa è uno spazio provvisorio giacché è legato all’esprimere il Pensiero che è volatile e fuggevole. L’Arte è un continuo divenire, racconta sé stessa nei secoli modificandosi e l’Artista è colui che esprime il cambiamento spostando di continuo le traiettorie narrative, portandoci in territori inesplorati, panorami in cui siamo accolti, ma che non ci appartengono: non sono pensieri Nostri, Miei, Tuoi.

 

Conseguenzialmente immaginare un rapporto concettuale legato alla transitorietà tra gli spazi reali della Galleria e dell’Hotel e quelli narrativi della Creazione Artistica è solo un mettere in relazione una comunicazione meno lontana di ciò che si può immaginare, è creare un nesso tra ciò che, nel suo non appartenere a nessuno, non essere Nostro, Mio, Tuo, trova buona parte della sua ragione di esistere.

 

l’Hotel AbitArt è situato nei pressi della Piramide Cestia, luogo centrale di Roma che ospita il monumento funebre dell’antico romano Caio Cestio, la Centrale Montemartini e il Cimitero Acattolico che ospita le tombe di numerosi intellettuali. L’hotel AbitArt oltre alla sua funzione alberghiera, è un luogo di accoglienza espositiva per l’Arte Contemporanea fondato sulla convinzione che: “L’Arte è qualcosa che deve far parte della vita quotidiana di ognuno di noi” partendo  dall’idea che “Quotidianità, Familiarità e Accoglienza, debbano convivere e dialogare in modo creativo con Arte, Cultura e Modernità”.

 

Info: ass.soqquadro@gmail.comsoniagard@gmail.com – cell. 333.7330045

 

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Non Forma dal Bianco e Nero
Mostra di Arte Contemporanea

Scuderie Reali di Villa Favorita

Si inaugura sabato 5 maggio alle ore 18.00 la mostra collettiva di arte contemporanea Non Forma dal Bianco e Nero organizzata e promossa dall’Associazione Culturale Connessioni Culture Contemporanea , Progetto Artistico di Giovanni Mangiacapra a cura di Giovanni Cardone con il Patrocinio del Comune di Ercolano e con la collaborazione e il sostegno di Gino Ramaglia , Studio Oreste Pipolo, Acheo- Club d’Italia, Soqquadro Roma . Espongono i seguenti artisti : Alfonso Coppola, Gabriele Salvo Buzzanca, Laura Coletto, Lisa Stefani, Mangiacapra Giovanni, Nicholas Tolosa, Patricia Glauser , Elsa Egon.
Come dice Giovanni Cardone : “ Per i nostri antenati, non c’erano dubbi il bianco era un vero colore addirittura uno dei tre colori basilari del sistema antico, allo stesso titolo del rosso e del nero. Già sulle pareti grigiastre delle grotte paleolitiche si usavano materie gessose per colorare le figure animali di bianco, e, nel Medioevo, si aggiungeva del bianco alle pergamene dei manoscritti miniati. Soltanto facendo della carta il supporto principale dei testi e delle immagini, la stampa ha introdotto un’equivalenza tra l’incolore e il bianco, riducendo quest’ultimo al grado zero del colore, o alla sua essenza. I pittori sono i primi a rivoltarsi contro questo nero onnipresente e onnipotente. Fin dall’epoca romantica sono in molti a militare per uno schiarimento generale della tavolozza e una maggiore imitazione dei colori della natura: i verdi, i gialli, gli arancioni fanno il loro grande ritorno con l’avvento degli Impressionisti e con i loro paesaggi dipinti dal vero, i cui colori luminosi non lasciano alcun posto ai neri veri e propri. Il bianco e il nero nell’arte hanno il potere di generare un’immediata tensione, di creare “disorientamento”, di comunicare senza necessità di ulteriori intermediari che non siano se stessi; non serve nemmeno una forma, non servono  sfondi realistici e riconoscibili, non servono parole chiarificatrici; non occorre fare altro che lasciarsi investire dal puro messaggio affidato alla luce. Questi due colori sono “le estremità” del cerchio cromatico: il bianco contiene tutti i colori, e richiama l’idea di fusione e di luminosa unione; il nero è invece un’assenza di colore, e si lega dunque all’idea di vuoto, del buio, del vacuo, dell’assente, appunto.
Ma il bianco e il nero agiscono sul nostro sistema percettivo e comunicano molto di più dei loro significati “tradizionali”; occhio e mente ne sono attivati e interagiscono alla ricerca (inconscia) di sensi più profondi, di mondi, di intimità, di misteri svelati dall’incastro perfetto di luce bianca e luce nera. Precursore dell’essenzialità dei due colori è l’opera puramente concettuale del russo Kazimir Malevič con il suo “Quadrato Bianco su fondo bianco” (1918); oppure Paul Klee che nel suo continuo parallelismo tra pittura e musica realizzò opere come il “Bianco polifonicamente incorniciato” (1930). Nel dopoguerra trovano espressioni nelle varie forme di astrattismo il primo Rauschenberg, Tobey e Twombly. A seguire Burri, lo spazialismo di Fontana, e certe esperienze di Schifano e di Lombardo legate al Pop Molti artisti contemporanei usano come tavolozza il bianco e il nero con la consapevolezza della tensione che questi non-colori determinano, tale da mettere in moto tutte le sensibilità emotive, evocative e logiche come in una sorta di percorso iniziatico. Il ché è davvero l’inizio di un’esperienza veramente affascinante ed unica” .
Non Forma dal Bianco e Nero
Inaugurazione : Sabato 5 maggio alle ore 18.00_ Dal 5al 18 maggio 2018
Progetto Artistico di: Giovanni Mangiacapra
Curatore : Giovanni Cardone
Orari : dal Lunedì alla Domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00
Scuderie Reali di Villa Favorita Corso Resina 300 / 332 – 80056 Ercolano –
Napoli Info e Contatti : Tel. 081777 8052 – 3923405574