Premio Art Quinta Edizione – Primo Step

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Esposizione di Arte Contemporanea: Premio Art Quinta Edizione – Primo Step Espositivo.

Direzione Artistica: Pamela Cento.

Artisti: Flavia Antoniazzi, Alessandro Berzuini, Simone Bulgarelli, Giordano Collarini, Alessandra Di Francesco, Giulia Liliana Ferrando, Michele Folli, Sara Garibaldi, Simone Gavana, Chiara Gavuzzi, Noemi Giovannino, Fabrizio Gobbi, Paolo Guidone, Priscilla Pallante, Jody Parisi, Loh photography, Erika Pezzoli, Laura Raffo, Marco Ricciardulli, Chiara Rota, Sara Sacchetto, Maddalena Toniato, Claudio Turri.

Staff: Cento Produzioni Arte e Comunicazione, Caffè Letterario.

Dove: Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (Metro Piramide).

Quando: dal 2 al 15 dicembre 2016.

Inaugurazione: Venerdì 2 dicembre 2016, dalle 19.30 alle 22.00.

Info: www.premioart.it

Venerdì 2 dicembre prende avvio la Quinta Edizione del Premio Art, il Concorso dedicato all’arte visiva, ormai riconosciuto avamposto della scena artistica.

In esposizione per due settimane le opere degli artisti: Flavia Antoniazzi, Alessandro Berzuini, Simone Bulgarelli, Giordano Collarini, Alessandra Di Francesco, Giulia Liliana Ferrando, Michele Folli, Sara Garibaldi, Simone Gavana, Chiara Gavuzzi, Noemi Giovannino, Fabrizio Gobbi, Paolo Guidone, Priscilla Pallante, Jody Parisi, Loh photography, Erika Pezzoli, Laura Raffo, Marco Ricciardulli, Chiara Rota, Sara Sacchetto, Maddalena Toniato, Claudio Turri.

Si potranno ammirare un centinaio di opere, spaziando tra i vari generi e linguaggi artistici, dalla pittura materica alla digitale, dalla fotografia analogica per arrivare alla fotografia realizzata con le nuove tecnologie.

Come per le precedenti edizioni anche il pubblico potrà votare l’artista che preferisce, sul sito www.premioart.it.

Per la Quinta Edizione, come per la precedente, l’inaugurazione del Primo Step Espositivo del Premio Art è affiancata da WhatsArt! il Talk Show e contenitore multimediale sul mondo dell’arte, del design e della creatività, che a dicembre sarà dedicato alla musica, tra gli ospiti:

Glauco Cartocci, autore de “Paul Is Dead? – Il caso del doppio Beatle”, il più completo “dossier” sulla morte di Paul McCartney, presunta o meno che sia;

Steve Lyon, produttore di importanti gruppi musicali come Depeche Mode, Ampliflier, The Cure, Reamonn, Reinvented, Paradise Lost o Neo. E’ stato coinvolto nella produzione di artisti come Dave Stewart, Suzanne Vega e Paul McCartney;

Donald McHeyre conduttore radiofonico, critico musicale;

Fabio Mereghetti, pianista, compositore, creativo pubblicitario e creative director per Warner Bros Entertainment fino al 2013, ha realizzato centinaia di copertine di dischi per i più famosi artisti italiani ed internazionali;

Pàmela Pagano, Direttrice Artistica dell’etichetta discografica indipendente One More Lab.

Storie

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TITOLO: STORIE

ESPOSIZIONE PERSONALE DELL’ARTISTA: VINICIO BUTO’

A CURA DI: Sonia Mazzoli STAFF: Silvia Cicio

DOVE:GARD Galleria Arte Roma Design Via Dei Conciatori 3/i (giardino interno)  M Piramide

INAUGURAZIONE: Mercoledì 26 Ottobre 2016 dalle ore 18.00 alle ore 22.30

DURATA ESPOSIZIONE : Dal 26 Ottobre all’ 8 Novembre 2016

ORARI:  Dalle 16.30 alle 19.00 –  dal lunedì – al sabato ( altri giorni e orari su appuntamento)

INGRESSO: libero – Infotel: +39 340.3884778 – Infomail: soniagard@gmail.com

 

La GARD Galleria Arte Roma Design presenta con estremo piacere, la prima esposizione personale dell’Artista Vinicio Butò, che racchiude alcuni scorci del suo lavoro artistico, una selezione tra le opere più significative a testimonianza di un percorso artistico che è frutto di anni di creatività, sperimentazione e tecnica. Nei lavori dell’artista Butò si notano netti riferimenti Cubisti e Metafisici, molte opere nascono da emozioni personali provate dall’autore a seguito di eventi spesso drammatici della nostra storia, da qui la scelta del titolo “ Storie”, sarà possibile visitare l’esposizione da mercoledì 26 ottobre fino a martedì 8 novembre.

Cenni biografici

Vinicio Butò  – LA MIA STORIA:

Fin da bambino ho avuto a che fare con il disegno, ma non come di solito fanno i bambini che fanno disegni di fantasia. A me piaceva fare ritratti, riprodurre le sembianze umane. Quando avevo otto anni i miei genitori mi regalarono una scatola di acquerelli. Cominciai così ad avere a che fare con il colore, e lo ricordo con molta gioia. Intorno ai 14 anni iniziai ad utilizzare l’olio. Dipingevo principalmente paesaggi ed alcuni miei quadri vennero venduti a turisti americani che visitavano Napoli, città dove vivevo. Terminato il Liceo scelsi la facoltà di Ingegneria, e dopo la laurea ho lavorato come ingegnere per 50 anni, senza però mai lasciare la pittura e, soprattutto, la voglia di esprimere, in modo personale, il mio mondo interiore. Fui presentato al pittore Emilio Notte, che accettò di farmi da maestro. Erano gli anni ’60. L’incontro con Emilio Notte è stato per me determinante; mi insegnò a guardare la realtà con occhio da pittore e ad esprimere sulla tela la realtà che avevo dentro, non quella oggettiva esterna. Si è aperto per me un intero mondo. Ho cominciato a seguire la filosofia del cubismo e della pittura metafisica. Ho utilizzato tutte le tecniche: grafite, pastello, olio, acrilico, collage, materica. I temi dei miei quadri sono sempre stati storie di vita, avvenimenti recenti che mi avevano colpito. In quel periodo ho conosciuto altri pittori importanti. La moglie di Emilio Notte, Maria, pittrice anch’essa, che apprezzò la mia pittura e che volle presentarmi a Mario Persico. Bruno Donzelli, con cui passai un Capodanno a dipingere insieme a casa sua. A Parigi conobbi Lucio Del Pezzo, che mi accolse con amicizia essendo anche egli allievo di Emilio Notte. Mi diede utili consigli soprattutto di carattere tecnico.

 

 

Negli anni 2000 sono rimasto isolato per molto tempo. A seguito della malattia di mia moglie, ho smesso di lavorare e di dipingere. Nel 2015 ho ripreso in mano i pennelli ed ho ritrovato la mia pittura. Ho pensato, studiato e realizzato un ciclo di quadri ispirati alle forti emozioni provate a seguito di eventi drammatici della nostra storia recente. Rappresentano il mio desiderio di partecipare al dolore con la visione purificatrice della pittura.

 

Scrive di lui Laura Bargellini

Sulla formazione di Vinicio Butò ha una notevole, anche se indiretta, influenza, la visione delle forme artistiche che hanno attraversato il Novecento, in particolare: il cubismo, il futurismo e la pittura metafisica. Le opere di Butò tendono alla costruzione di uno spazio “racchiuso” e nello stesso tempo immaginifico, libero da qualsiasi convenzione stilistica, sorretto da un uso appropriato delle tradizioni costruttive, una assoluta continuità tra l’elemento formale e l’insieme, con un intenso contatto con la realtà. L’artista sceglie il colore come mezzo per far vibrare la segreta realtà della anima, usandolo nella quasi totale purezza, come valore assoluto, riuscendo così a svincolarsi dalla realtà oggettiva delle cose. Butò vive le proprie opere come esperienza interna e i mezzi espressivi che utilizza, quali la forma e il colore, si compendiano nella trascrizione fedele della sua risonanza emotiva, che la realtà produce nel suo animo. Questo amore per l’Arte lo induce a rappresentare una pittura affascinante, per il sottile equilibrio tra la solidità formale e la libertà immaginativa che egli coniuga genialmente attraverso la razionalità grafica e la capacità di una  evocazione simbolica. Le opere di Butò garantiscono quella continuità tra arte e vita, che è l’idea base dell’artista. Con Butò ci siamo incontrati nel Luglio del 2016 e subito mi ha espresso come le forti emozioni di questo inizio del secolo, “fragori di violenze”, lo hanno indotto ad interpretare questo percorso artistico. Sorride, senza guardarmi, preso dai suoi pensieri mentre mi illustra i suoi quadri ed i suoi perché, ed in quel momento, mi appare come un adolescente che va fiero delle sue emozioni. Aggiunge: “sono stato in qualche modo costretto ad intervenire con la pittura, che è la modalità per me più confacente per stigmatizzare questi terribili accadimenti”.

Le parole scivolano veloci e chiare mentre mi illustra le sue ultime opere oltremodo significative.

Butò interpreta i suoi lavori attraverso diverse sfaccettature, un parallelo calzante potrebbe essere: un fulmine attraversa la volta celeste esprimendo tutta la sua potenza lasciandoci sbigottiti.

Subito dopo arriva il tuono più lungo, più profondo…devastante… che lascia segni indelebili.

Il filo logico e artistico di Butò è sempre coerente.  Il suo primo quadro della rassegna 2016, intitolata Storie, interpreta la “rabbia” e la sopraffazione verso una parte dell’umanità: l’olocausto.

BIRKENAU è il titolo dell’opera. L’artista dipinge il campo di concentramento visto in lontananza evidenziando l’immobilità di un evento senza nessuna possibilità di fuga, dove l’effetto finale si evince dalla fossa comune dove i corpi giacciono senza pudore ed identità. Qui la mano dell’artista, con un ultimo senso di pietà, li colora pastellandoli di teneri toni cerulei come a volergli restituire quella dignità che la ferocia del regime aveva tolto loro. Senza speranza sono anche le “rotaie dei vagoni” che infrangono sulle mura del campo di concentramento senza via di ritorno. Butò dice: “sono voluto partire dall’olocausto per far capire che oggi, come ieri, con fredda determinazione, si possono sterminare popolazioni inermi”. Il filo conduttore è l’odio, che può essere di ordine razziale, religioso o di potentato. Un’analisi filologica è molto complessa, dice, ed è difficile da derimere, ma gli effetti sono sconvolgenti. Butò nel quadro NEW YORK 11-09-2001 è in grado di esprimersi su due piani. Quello emozionale e quello d’immagine. Notevole la soluzione strutturale del quadro. Una prima visione fotografica, poi la mano che interviene, rappresentandone gli eventi.

Le torri colpite da raggi rossi, come un’operazione chirurgica che sana ma, in questo caso, produce la tragedia che tutto il mondo amaramente ricorda. E ancora LA STRAGE DI BOLOGNA dove Butò invita a non dimenticare e sceglie con accuratezza gli elementi, i colori, le forme che riflettere in modo surrealista. Blocca il tempo per non dimenticare. In tutte le sue opere è in grado di trovare, con mezzi artistici puntuali, il significato profondo degli accadimenti, il filo spinato, una mare insanguinato, il ventre della madre lacerato, un sole nero che non splende e incapace di scaldare, strumenti musicali il cui suono è interrotto per sempre. Elemento comune nelle sue opere, utilizzato come filo conduttore, è la piccola, inerme ed infantile mano rossa che si arrende agli eventi che la sovrastano. Butò è un artista che trova con estrema immediatezza gli elementi pittorici, e assembla con senso costruttivo e coloristico con consapevolezza e pregevolezza artistica.

Cenni Storici GARD, Galleria Arte Roma Design, nasce nel 1995 con una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo per un eco-design ed un’eco-arte che rispetti l’ambiente-mondo e l’ambiente-uomo. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma. Spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali,  tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un  progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. Non manca mai in questi anni, la volontà e  la grinta che l’ha sempre contraddistinta. Dopo un percorso di ricostruzione e di ripresa emotiva durato tre anni, GARD può finalmente riaprire nel novembre del 2014, con un numero minore di sale, ma con la qualità e l’originalità che da sempre la contraddistingue. E infatti, questo spazio torna con effetto immediato a rappresentare un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Oggi sono circa mille le figure che operano nel settore artistico, tra architetti, designer, artisti e artigiani, che partecipano a rendere GARD unica a Roma.

Ariela Böhm a Montecarlo

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Ariela Böhm, artista di Soqquadro, partecipa alla Fiera ARTMONACO 2016 che si svolge dal 27 al 30  ottobre a Montecarlo in collaborazione con la rivista d’Arte Expo Art.

La Fiera è frequentata da un pubblico Internazionale proveniente da paesi come la Germania, Armenia, Austria, Colombia, Cina, Polonia, Regno Unito, Svezia, Francia, Principato di Monaco, Russia, Repubblica Ceca, Belgio, Canada, Croazia, Spagna, Olanda, Libano, Estonia, Italia, Ucraina, Brasile, Stati Uniti, Israele, Svizzera.

 

Nuovi Equi-Libri

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da..…un commento critico di Francesco Gallo MAZZEO

Nuovi Equi. Libri

…………………….  [Attraverso le opere di Giovanni Mangiacapra penetriamo in]  un suolo elastico che bisogna leggere, ora con lente di ingrandimento, ora chiedendo aiuto al microscopio, perché bisogna entrare dentro e farsi simili e dissimili, per fare insieme la consistenza dell’evento, si, proprio dell’evento, che non si consuma mai ma si rinnova, non solo nelle nuove opere, ma anche in quelle già viste, perché il lento rilascio le fa essere, nella loro sfrontata semplicità, dei levia gravia, che non ammettono disattenzioni e marginalità perché sono rarefazioni musicali.

Francesco Gallo MAZZEO

Per info  IndirizzoVia Duca D’Aosta, 63, 80026 Casoria NA  Orarimartedì / mercoledì / giovedì / domenica 10,00 -13,00  sabato  17.00 – 20.00
  Telefono081 757 6167 Tel/Fax: +39 0817576167

info@casoriacontemporaryartmuseum.com

casoriacontemporaryartmuseum@hotmail.com

 

Legàmi

un progetto di Marina Zatta per

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Casa Internazionale delle Donne
http://www.casainternazionaledelledonne.org

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15/22 ottobre 2016

Evento inserito nella programmazione della Giornata del Contemporaneo di
A.M.A.C.I.
(Ass. Musei di Arte Contemporanea Italiani)

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http://www.amaci.org/ http://www.amaci.org/gdc/dodicesima-edizione/legami

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Artisti:
Antonella Bretschneider, Laura Costantino, Lucilla D’Antilio, Rosella Frittelli, Maria Lepkowska, Rossella Liccione, Giovanni Mangiacapra, Cinzia Munari, Armando Palumbo, Clementina Penna, Barbara Sbrocca, Manuela Scannavini,
Angela Scappaticci, Simona Vitello

Collaborazioni.
Associazione di Volontariato Museum ONLUS
per l’organizzazione della visita guidata per non vedenti
http://www.assmuseum.it

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Andrea Franco
per la presentazione del libro “Io Scrivo Per Voi”
https://www.facebook.com/ioscrivopervoi/?fref=ts

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Inaugurazione 15 ottobre ore 18.30

Soqquadro propone alla Casa Internazionale delle Donne una mostra che ha come tema una riflessione sui Legàmi che intercorrono tra le Donne e la Società odierna; il titolo della mostra rimanda alla doppia interpretazione dei Legami visti nella loro accezione positiva, ad esempio i legami affettivi che supportano e riempiono la nostra vita e, al contempo, la correlazione con il verbo Legare inteso come gesto che incatena e riduce la libertà di movimento.

Nel passato le Donne erano relegate a una vita di sudditanza con il Maschio: Padre, Fratello, Marito, Figlio erano figure dominanti che gestivano e imponevano le scelte che determinavano la vita delle Donne. Questo limitare la libertà di scelta aveva come rovescio della medaglia una semplificazione dei rapporti sociali femminili, data dalla delega totale della propria esistenza.

Oggi, nel mondo occidentale, la condizione femminile è cambiata e, benché non siano stati totalmente risolti i problemi che determinano le diversità sociali tra Uomini e Donne, il livello di libera scelta delle Donne è aumentato. Le relazioni sociali si sono amplificate e con esse le scelte conseguenti: l’autodeterminazione femminile riguarda la vita affettiva, il futuro dei figli, lo studio, il lavoro, la relazione con la disabilità, questo ed altri fattori creano una complessità dei rapporti delle Donne con il Mondo che le circonda. I Legàmi si sono moltiplicati e con essi le libertà e le responsabilità, le tutele e le catene.

In questa mostra Soqquadro espone artiste ed artisti che, con le opere esposte, indagano sulle nuove complessità del vivere femminile, sotto tutti i molteplici aspetti che il nostro quotidiano richiede.

Tra le espositrici vi sono le scultrici di Mano Sapiens: mani che vedono, che creano, gruppo di cinque scultrici non vedenti nato recentemente con l’intento di sperimentare pienamente questa straordinaria capacità delle mani nel restituirci il mondo che ci circonda attraverso il semplice tocco. La mano nell’evoluzione dell’Homo Sapiens è il fattore distintivo rispetto agli altri esseri viventi. E questa stessa mano sapiente diviene protagonista quando una persona perde l’uso della vista.

Soqquadro nasce nell’ottobre del 2000 e da allora ad oggi ha realizzato più di 150 mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all’Estero, collaborando con circa 500 artisti, pittori, scultori, fotografi, video artisti, performer, designer.

La Casa Internazionale delle Donne è uno spazio vitale situato nel caratteristico quartiere Trastevere, nel centro di Roma. Lo spazio occupa il seicentesco palazzo del Buon Pastore, dove per oltre tre secoli sono state rinchiuse donne imputante di “trasgressione” alle quali venivano imposti dei rigidi percorsi di “pentimento”. Questo spazio è stato riscattato dal movimento femminista romano che lo ha trasformato in un luogo dedicato alle donne, fulcro di energie vitali.

Nella serata inaugurale Soqquadro dedicherà uno spazio alla presentazione del libro formato e-book “Io Scrivo Per Voi” raccolta di racconti ideata e curata da Andrea Franco il cui ricavato delle vendite sarà interamente devoluto alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto.
All’iniziativa hanno aderito 285 autori di narrativa e poeti.
Alla serata parteciperanno gli scrittori: Greta Cerretti, Luca di Gialleonardo, Enrico Luceri, Simone Maria Navarra, Franca Riso, Monica Serra

Il 19 ottobre l’Associazione Museum, autorevole struttura di volontariato dedita da più di vent’anni alla diffusione dell’Arte tra la comunità di non vedenti di Roma, organizzerà una visita guidata per alcuni dei suoi soci, ciechi e ipo-vedenti

Date: dal 15 al 22 ottobre 2016
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì 9.00/19.30 – sabato 9.00/13.00
Casa Internazionale delle Donne – Via della Lungara 19 – Via San Francesco di Sales 1/A
Info: cell. 333.7330045 – ass.soqquadro@gmail.comhttp://www.soqquadroarte.it

Staff organizzativo: Silvia Cicio

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Ai miei occhi

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Giovedì 15 Settembre alle ore 18,00 presso Galleria GARD, in via dei Conciatori, 3/i a Roma presentazione del libro “Ai miei occhi” di Donna L’Ary tradotto e commentato per la Collana CorporalMente delle edizioni Alpes da Marina Pompei.

Il libro è la narrazione di un percorso terapeutico di guarigione psicologica di una donna che ha subito abusi sessuali dal padre. L’intera narrazione è fatta dai disegni che negli anni la donna ha elaborato e utilizzato come strumenti terapeutici per analizzare e superare il suo trauma.

La prima parte racconta, attraverso disegni e dipinti di Donna L’Ary, la violenza subita da bambina e il successivo percorso di guarigione. Ne è stata fatta una pubblicazione in Francia, così potente che abbiamo voluto farla conoscere in Italia e commentarla da un punto di vista psicoterapeutico: questa è la seconda parte.

Quello che la bambina era incapace di dire con le parole, l’adolescente l’ha raccontato artisticamente, l’autrice accompagna questa straordinaria mostra di dipinti come psicoterapeuta, per essere utile a terapeuti, insegnanti genitori e soprattutto ai giovani che hanno vissuto esperienze simili.

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Donna L’Ary è una giovane artista. I suoi quadri parlano di lei e dell’animo umano, la bellezza delle forme, dei colori e del bianco e nero ci permettono di entrare in contatto con l’angoscia del contenuto senza cadere nella disperazione. Per lei l’espressone creativa è stato il primo movimento terapeutico messo in atto.

Come molti artisti ha potuto trovare nella creazione il modo rivolgere verso la luce la sua energia vitale che rischiava di rimanere imprigionata nel buio, nel vuoto, nella dissociazione delle parti di sé, brutalizzata da un abuso.

Quei disegni sono poi diventai immagini di un libro, assumendo quindi ulteriori valenze,quelle del racconto di un percorso che possa: parlare ad altre ragazze ed altri ragazzi costretti a vivere i suoi stessi incubi, per dare speranza; parlare agli adulti che stanno, loro vicini, perché aprano gli occhi; parlare agli psicoterapeuti e ai medici perché continuino a cercare percorsi di cura efficaci per le conseguenze di vissuti traumatici.

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