Luce Ombra Segno & Materia

LUCE OMBRA SEGNO & MATERIA

Esposizione Collettiva di arte Contemporanea

ARTISTI: Giulia Alberti – Natalia Alberti – Vinicio Butò – Angelo Clerico – Silvano Debernardi – Maria Carla Mancinelli – Sonia Mazzoli – Erasmo Salsano – Remo Suprani

A CURA DI: Sonia Mazzoli

La Galleria GARD nella esposizione del 2017 presenta la I° edizione della mostra collettiva di arte Contemporanea “LUCE OMBRA SEGNO & MATERIA”, che ospiterà le opere di nove artisti: Giulia Alberti – Natalia Alberti – Vinicio Butò – Angelo Clerico – Silvano Debernardi – Maria Carla Mancinelli – Sonia Mazzoli – Erasmo Salsano – Remo Suprani; molto diversi tra loro per genere , stile e tecniche utilizzate nell’esecuzione delle opere, uniti dal tema trattato.

Saranno presentate opere pittoriche che rispecchiano il concetto di luce ed ombra, non solo riscontrato al momento della visione dell’opera stessa, in alcuni casi quasi impercettibile, ma ampliato dal gioco di luci radenti che con, tecniche particolari di rilievi, sottolineano il concetto di luce ed ombra che, insieme al segno e alla materia, anche alternativa a quella tradizionale, saranno le protagoniste.

Anche in questa esposizione le opere potranno essere acquistate con la formula, ideata da Sonia Mazzoli direttore Artistico della Gard, denominata ” SI – No – FORSE” che dà la facoltà al cliente di fare un’offerta economica di contrattazione rivolta ad una o più opere, le risposte possibili sono tre: Si – No, oppure Forse.
La GARD Galleria Arte Roma Design dopo aver sperimentato con successo questa formula in occasione del Natale 2016,ha deciso di utilizzarla per tutto il 2017.

Artisti esponenti:

Giulia Alberti: Giulia Alberti nasce a Firenze e si dedica presto alla pittura sviluppando interessi verso il cinema (il movimento) e l’architettura (lo spazio). Apre lo studio a Biella nel 1965, e a Milano nel 1980. Si laurea alla facoltà di Architettura a Milano. Per approfondire interessi sul cinema e lo spazio a Parigi segue i corsi di Semiologia, Psicanalisi ed Estetica del cinema presso l’Università della Sorbona. A Milano, dove abita, Giulia Alberti si indirizza verso lo sviluppo della terza dimensione progettando e realizzando grandi “Strutture Ambientali” che dialoghino con lo spazio della città e i luoghi della natura, opere realizzate in vetro industriale lavorato a caldo, con una particolare tecnica da lei messa a punto. Le sue principali mostre, personali e collettive, sul tema: “Tre artisti a quattro dimensioni” Spazio Metals, Milano 1991, ”Arte e Architettura per l’Ambiente urbano”, Ansaldo – Milano, Galleria Stal Vitale – Osmate (Va) 1991/93. A Murano, presso la fornace del maestro Giuman, l’artista realizza opere in vetro “colato” utilizzando antiche tecniche di colorazione per sviluppare la ricerca del movimento a cui lega il tema dell’origine della vita. In seguito G.A. sviluppa la sua ricerca verso i micro-volumi, dando forma ad “impronte-scultura” in pasta di cellulosa che raccontano il tempo, l’origine dell’uomo e l’evoluzione, a partire dai fossili e reperti archeologici esponendo i suoi lavori alla galleria Spaziotemporaneo, con catalogo curato da Gillo Dorfles, Milano 2008. Per dare forma al rapporto con il territorio G.A. nel 1997 fonda, insieme a Fabrizio Garghetti, l’Associazione Arte e Memoria del Territorio allo scopo di dare vita a progetti di Arte Ambientale nei Parchi e di attività di Arte/Natura con le scuole. Sono invitati a far parte del Comitato Scientifico il critico Pierre Restany, il geografo Eugenio Turri e lo storico Carlo Pedretti. In Liguria, ad Albissola e Sassello, Giulia Alberti approfondisce la tecnica della terra refrattaria realizzando sculture con la tecnica giapponese del “neriage”, lavorando l’argilla colorata nella massa e dando così vita a grandi “semi” che si sviluppano seguendo il movimento a spirale. Con queste opere partecipa alle mostre dei fiori “Murabilia” 2013 – Lucca e “Orticola” 2016 – Milano. Giulia Alberti collabora a Milano con la galleria Scoglio di Quarto.

Natalia Alberti: Natalia Alberti nasce a Firenze. Negli anni ’70 si trasferisce a Ravenna per frequentare l’Accademia di Belle Arti diplomandosi in “Mosaico” nel 1976. Il suo interesse si sposta verso la tessitura a mano che esplora in principio da autodidatta e in seguito frequentando corsi di perfezionamento a Milano presso la scuola Besana, percependo la tessitura e il mosaico come un’unica forma espressiva pur nella diversità del materiale utilizzato. Da alcuni anni lavora con il cartone ondulato, stimolata dai solchi e dal gioco di luci e ombre su di loro, effetto che emerge in particolar modo sul cartone grezzo, creando chiaro/scuri secondo la direzione della luce. Le righe del cartone ricordano i fili di trama e ordito e il taglio del materiale in piccoli elementi rimanda alle tessere del mosaico. In questa nuova fase sperimenta l’uso del tessuto di tappezzeria che lei compone con tagli diversi, ponendo sempre in risalto la textura e i colori. Nel suo curiosare è stata attratta dalle conchiglie, opera d’arte della natura, di cui ha voluto mettere in evidenza la loro ricchezza e bellezza, così come i legnetti che il mare lavora, corrode e plasma facendoli arrivare in spiaggia in forme già scolpite. Tra gli anni ’80 e ’90 ha partecipato a mostre collettive a Forlì, Alfonsine, Falconara. Nel 2006 espone a Biella nell’ambito di “Carta e Charta”. Nel 2007 espone con una personale a Firenze alla Libreria delle Donne. Nel 2008, in occasione del gemellaggio con Ravenna, espone a Spyre. Nel 2010 realizza una personale presso la” Sala Mostre Fontanone” di Faenza.

Vinicio Butò fin da bambino ha avuto a che fare con il disegno realizzando, a differenza degli altri bambini, dei ritratti. Ad otto anni i genitori gli regalarono una scatola di acquerelli e cominciò a sperimentare il colore e verso i 14 anni inizia ad utilizzare l’olio, dipingendo principalmente paesaggi vendendo alcuni suoi lavori a turisti americani che visitavano Napoli, città dove viveva. Laureato in Ingegneria esercita la professione per 50 anni, senza però mai lasciare la pittura e la voglia di esprimere, in modo personale, il suo mondo interiore. Fu allievo negli anni ’60 del pittore Emilio Notte, un incontro per lui determinante; il Maestro gli insegnò a guardare la realtà con occhio da pittore esprimendo la sua visione del mondo sulla tela. Ha cominciato a seguire la filosofia del cubismo e della pittura metafisica e ha utilizzato tutte le tecniche: grafite, pastello, olio, acrilico, collage, materica, esprimendo nei suoi quadri storie di vita, avvenimenti che lo colpiscono. In quel periodo conosce altri pittori importanti. La moglie di Emilio Notte, Maria, pittrice anch’essa, apprezzò la sua pittura e volle presentarlo a Mario Persico e Bruno Donzelli. A Parigi conobbe Lucio Del Pezzo, anche egli allievo di Emilio Notte, che gli diede utili consigli di carattere tecnico. Negli anni 2000 sono rimane isolato per molto tempo a seguito della malattia di sua moglie, ma nel 2015 riprende in mano i pennelli e ritrova la sua pittura. Ha pensato, studiato e realizzato un ciclo di quadri ispirati alle forti emozioni provate a seguito di eventi drammatici della nostra storia recente, queste opere rappresentano il suo desiderio di partecipare al dolore con la visione purificatrice della pittura.

Angelo Clerico: Nasce a Pescara nel 1959. Attraverso l’uso di colori e di forme surreali e con tecnica espressionista, nei suoi dipinti vuole rendere le emozioni legandole al reale osservato. In contatto costante con la natura, viaggiando molto, è alla continua ricerca di un nuovo Rinascimento non disgiungibile al pensiero disgregato del terzo millennio. Le sue opere sono state esposte in molte città italiane: Roma 2006, Firenze 2005, Milano 2003, Atri 2004, Francavilla al Mare 2008, in Gallerie private e spazi Culturali ed Istituzionali, come il Museo Michetti.

Silvano Debernardi nasce a Biella nel maggio del 1956. Tra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80 ha seguito corsi di pittura, assorbendo l’insegnamento del suo antico maestro C. Morelli: scuola romana del dopoguerra e realismo. In seguito ha proseguito sperimentando diverse tecniche. Laureato in Filosofia ha partecipato a diverse esposizioni.

Maria Carla Mancinelli nasce a Roma, dove vive e lavora. Realizza opere riciclando materiali di scarto, come stoffe, legno, ferro, carta, gomma, organizzandoli su supporti anch’essi prevalentemente di recupero. Da anni segue un percorso personale sui paesaggi urbani immaginari, dapprima producendo una lunga serie ispirata alle “Città Invisibili” di Italo Calvino e, recentemente, con una nuova serie di opere dal titolo “L’interferenza del divino”, paesaggi immersi in un’atmosfera trascendente percorsa da squarci di luce. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive.

Sonia Mazzoli nasce a Roma nel dicembre del 67. Inizia il suo percorso creativo giovanissima manipolando argilla in un ambiente familiare molto creativo che, assieme al gusto del creare dal nulla, le dà la spinta iniziale. Comincia realizzando gioielli, per poi proseguire le sue sperimentazioni con materiali di varia natura come pietre dure e cartapesta, con una spiccata predilezione per il riciclo. Le sue principali fonti di approvvigionamento sono le discariche e la mania di conservare sempre tutto. Consegue il Diploma di Maestro d’Arte al Silvio D’Amico di Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma nella sezione Scenografia. Nel ’95 è socia fondatrice di GARD Galleria Arte Roma Design.

Remo Suprani nasce nel 1965 a Ravenna. Diplomato al Liceo Artistico della sua città, espone per la prima volta negli anni Novanta. Inizialmente il suo estro creativo interviene in prevalenza su legni e metalli, creando le ” Sculture da Appendere “; successivamente la ricerca sulle tecniche per il trattamento delle superfici metalliche lo porterà a creare sculture pure, che guardano al design e in seguito affianca a questa ricerca un’intensa attività pittorica. Severo critico di se stesso, alieno dall’inseguire mode e frenesie del momento, ricerca quella dimensione a misura d’ uomo che traspare dai suoi lavori, siano essi “Paesaggi Industriali” o ” Paesaggi Umani”, “Alberi” o “Rovine”: in tutti la luce, la forma ed il colore si rivelano in immagini essenziali e dialettiche. Attualmente risultano al suo attivo numerose esposizioni, in Istituzioni Pubbliche e Gallerie private, e partecipazioni a Premi e Concorsi Nazionali con buon successo di critica e pubblico. Vive e lavora a Ravenna. http://www.remosuprani.com

Erasmo Salsano nasce a Cava de Tirreni nel giugno del 65: già dall’infanzia opera in giochi di ingegno-creativi con il papà costruttore ed il nonno artigiano. Contemporaneamente agli studi professionali, lavora in un laboratorio di ceramica artigianale dove sperimenta le prime modellazioni. Prosegue realizzando oggetti in pelle e cuoio cuciti a stringa. Conclusi gli studi comincia a lavorare nel settore dell’abbigliamento, inizialmente come tagliatore e poi come modellista, utilizzando la tecnologia cad e cam, in creazioni di abbigliamento particolare. Decide dopo qualche anno di trasferirsi nel Parco Nazionale del Cilento per condurre una vita rurale ed inizia una serie di attività eco compatibili, come la lavorazione del legno e il restauro del mobile antico, accompagnando il tutto con auto sostenimento agricolo. In questo periodo nasce un amore per l’ Ulivo, questo legno secolare, con nodi e venature meravigliose, lo affascina e comincia a scolpirlo creando opere uniche, ma anche oggetti di comune uso quotidiano.

Cenni Storici – Galleria Arte Roma Design: fiondata nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e distributore di Arte e Design Autoprodotto. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia da Istituzioni Pubbliche sia dai Mass Media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria, diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti come spazio di raccordo e sperimentazione. Negli anni numerosi personaggi del mondo della pittura, del design, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma, uno spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di Arte, Design e Cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, con una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere per tre anni per bonificare e riqualificare i locali. Per tamponare e far fronte ai molti danni viene fatto un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree facendo fronte agli innumerevoli problemi insorti con la volontà e la grinta che l’hanno sempre contraddistinta, rilanciando la propria attività con grande energia.

DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design – V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno) M Piramide
INAUGURAZIONE: Martedì 28 Febbraio – dalle ore 18.30 – 21.00
DURATA : Dal 28 Febbraio al 14 Marzo 2017
ORARI: Dalle 16.30 alle 19.00 – dal lunedì – al venerdì – ( altri giorni e orari su appuntamento)
INGRESSO: libero – Infotel: +39 340.3884778 – Infomail: soniagard@gmail.com

Ufficio Stampa – Marina Zatta

 

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WhatsArt! Talk Show Veritè sul mondo dell’arte, del design e della creatività.

 

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Evento culturale e artistico: WhatsArt! Talk Show Veritè sul mondo dell’arte, del design e della creatività.

Ideazione e Direzione Artistica: Pamela Cento.

Direzione Artistica Sezione Design: Vincenzo Pultrone.

Regia: Max Gordiani.

Partecipazione Live: Glauco Cartocci (scrittore, illustratore, grafico), Steve Lyon (produttore musicale), Donald McHeyre (conduttore radiofonico, critico musicale), Pàmela Pagano (direzione artistica One More Lab).

Intervista in esclusiva: Fabio Mereghetti (pianista, compositore, creativo pubblicitario).

Con la partecipazione di: B-Tles 3-Bute, Giordano Collarini, DustyEye & Exploding Kittens, La Foi.

Dove: Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (Metro Piramide).

Quando: Venerdì 2 dicembre 2016, dalle 19.30 alle 22.00.

Diretta Streaming Internazionale: Venerdì 2 dicembre 2016, dalle 19.30 alle 22.00 sul sito www.caffeletterariotv.com

Info: www.whatsart.net

 

Un nuovo affascinante viaggio apre le porte a WhatsArt! Talk Show Veritè sul mondo dell’arte, del design e della creatività: un viaggio che nella nuova puntata ha come filo conduttore il suono e la musica.

L’arte visiva e la musica spesse volte hanno prodotto collaborazioni, si partirà dagli albori della ricerca che, a inizi del Novecento, l’arte visiva sperimenta con-fondendo colore e musica, per arrivare alle copertine dei vinili che spesso realizzate da importanti artisti, pittori o fotografi in auge, di cui Basquiat ne è un esempio. Entreremo nel mondo dei vinili e delle sue copertine con l’intervista di Betty Tarantola a Fabio Mereghetti, pianista, compositore, creativo pubblicitario e creative director per Warner Bros Entertainment fino al 2013, ha realizzato centinaia di copertine di dischi per i più famosi artisti italiani ed internazionali.

Con Donald McHeyre (conduttore radiofonico e critico musicale), capiremo come muoverci per entrare al meglio nei meandri della musica e del suo ascolto.

Vedremo le scelte che un produttore porta avanti per selezionare e poi produrre un cantante o gruppo musicale, sia nel caso di artisti consacrati che emergenti, insieme a Steve Lyon (produttore per varie bande, come Depeche Mode, Ampliflier, The Cure, Reamonn, Reinvented, Paradise Lost e Neo; è stato coinvolto nella produzione di artisti come Dave Stewart, Suzanne Vega e Paul McCartney) e Pàmela Pagano (direttrice artistica dell’etichetta discografica indipendente One More Lab).

Il format multimediale WhatsArt! si colorerà di giallo ripercorrendo alcuni eventi che riguardano la vera o presunta morte di Paul McCartney, partendo da quel 10 novembre in cui Peter Brown, vice-manager dei Beatles, annunciò ufficialmente che la band non avrebbe più effettuato concerti. Con Glauco Cartocci, autore de “Paul Is Dead? – Il caso del doppio Beatle”, il più completo “dossier” sulla morte di Paul McCartney, giunto all’ottava ristampa, vedremo e analizzeremo alcuni indizi.

Sempre con la musica che regna sovrana nel WhatsArt! di dicembre, ci sarà un intermezzo video musicale dei B-Tles 3-Bute che per per WhatsArt! hanno montato appositamente i brani più rappresentativi della figura di Paul McCartney del loro importante Progetto che fa rivivere con sonorità a cappella i brani dei Beatles.

I componenti della band B-Tles 3-Bute: RICKY BELLONI (Voce e chitarra nei NEW TROLLS), MAX CORFINI (NEW TROLLS e artista solista), ALBERTO FAVARO (top arranger per vocal groups), MORENO FERRARA (corista con MIna, Zucchero, Renato Zero, Claudio Baglioni, Vasco Rossi), MARCO GALLO (ha lavorato con De Piscopo, Mick Abrahams dei Jethro Tull, Anna Oxa, Pino Daniele, Gianni Morandi, Tiziano Ferro, Enrico Ruggeri).

Anche per questa nuova puntata di WhatsArt! si cercherà di capire come vivono gli artisti che cercano di trovare il loro posto nell’arte, ce lo faranno vedere direttamente gli artisti stessi, Giordano Collarini e La Foi, con i videoselfie da loro stessi realizzati. Infine il requiem dell’opera di videoarte dei DustyEye & Exploding Kittens, opera dolceamara su ciò che resta di chi non c’è più.

 

B-Tles 3-Bute MORE INFO: www.self.it/ita/details.php?nb=8020292015027

Glauco Cartocci MORE INFO: www.facebook.com/glauco.cartocci

DustyEye MORE INFO: www.dustyeye.com

Steve Lyon MORE INFO: www.steve-lyon.com

Donald McHeyre MORE INFO: www.donaldmcheyre.blogspot.it

Fabio Mereghetti MORE INFO: www.triovariabile.com/fabio-mereghetti

Pamela Pagano MORE INFO: www.onemorelab.co.uk

 

 

 

 

Premio Art Quinta Edizione – Primo Step

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Esposizione di Arte Contemporanea: Premio Art Quinta Edizione – Primo Step Espositivo.

Direzione Artistica: Pamela Cento.

Artisti: Flavia Antoniazzi, Alessandro Berzuini, Simone Bulgarelli, Giordano Collarini, Alessandra Di Francesco, Giulia Liliana Ferrando, Michele Folli, Sara Garibaldi, Simone Gavana, Chiara Gavuzzi, Noemi Giovannino, Fabrizio Gobbi, Paolo Guidone, Priscilla Pallante, Jody Parisi, Loh photography, Erika Pezzoli, Laura Raffo, Marco Ricciardulli, Chiara Rota, Sara Sacchetto, Maddalena Toniato, Claudio Turri.

Staff: Cento Produzioni Arte e Comunicazione, Caffè Letterario.

Dove: Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (Metro Piramide).

Quando: dal 2 al 15 dicembre 2016.

Inaugurazione: Venerdì 2 dicembre 2016, dalle 19.30 alle 22.00.

Info: www.premioart.it

Venerdì 2 dicembre prende avvio la Quinta Edizione del Premio Art, il Concorso dedicato all’arte visiva, ormai riconosciuto avamposto della scena artistica.

In esposizione per due settimane le opere degli artisti: Flavia Antoniazzi, Alessandro Berzuini, Simone Bulgarelli, Giordano Collarini, Alessandra Di Francesco, Giulia Liliana Ferrando, Michele Folli, Sara Garibaldi, Simone Gavana, Chiara Gavuzzi, Noemi Giovannino, Fabrizio Gobbi, Paolo Guidone, Priscilla Pallante, Jody Parisi, Loh photography, Erika Pezzoli, Laura Raffo, Marco Ricciardulli, Chiara Rota, Sara Sacchetto, Maddalena Toniato, Claudio Turri.

Si potranno ammirare un centinaio di opere, spaziando tra i vari generi e linguaggi artistici, dalla pittura materica alla digitale, dalla fotografia analogica per arrivare alla fotografia realizzata con le nuove tecnologie.

Come per le precedenti edizioni anche il pubblico potrà votare l’artista che preferisce, sul sito www.premioart.it.

Per la Quinta Edizione, come per la precedente, l’inaugurazione del Primo Step Espositivo del Premio Art è affiancata da WhatsArt! il Talk Show e contenitore multimediale sul mondo dell’arte, del design e della creatività, che a dicembre sarà dedicato alla musica, tra gli ospiti:

Glauco Cartocci, autore de “Paul Is Dead? – Il caso del doppio Beatle”, il più completo “dossier” sulla morte di Paul McCartney, presunta o meno che sia;

Steve Lyon, produttore di importanti gruppi musicali come Depeche Mode, Ampliflier, The Cure, Reamonn, Reinvented, Paradise Lost o Neo. E’ stato coinvolto nella produzione di artisti come Dave Stewart, Suzanne Vega e Paul McCartney;

Donald McHeyre conduttore radiofonico, critico musicale;

Fabio Mereghetti, pianista, compositore, creativo pubblicitario e creative director per Warner Bros Entertainment fino al 2013, ha realizzato centinaia di copertine di dischi per i più famosi artisti italiani ed internazionali;

Pàmela Pagano, Direttrice Artistica dell’etichetta discografica indipendente One More Lab.

Storie

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TITOLO: STORIE

ESPOSIZIONE PERSONALE DELL’ARTISTA: VINICIO BUTO’

A CURA DI: Sonia Mazzoli STAFF: Silvia Cicio

DOVE:GARD Galleria Arte Roma Design Via Dei Conciatori 3/i (giardino interno)  M Piramide

INAUGURAZIONE: Mercoledì 26 Ottobre 2016 dalle ore 18.00 alle ore 22.30

DURATA ESPOSIZIONE : Dal 26 Ottobre all’ 8 Novembre 2016

ORARI:  Dalle 16.30 alle 19.00 –  dal lunedì – al sabato ( altri giorni e orari su appuntamento)

INGRESSO: libero – Infotel: +39 340.3884778 – Infomail: soniagard@gmail.com

 

La GARD Galleria Arte Roma Design presenta con estremo piacere, la prima esposizione personale dell’Artista Vinicio Butò, che racchiude alcuni scorci del suo lavoro artistico, una selezione tra le opere più significative a testimonianza di un percorso artistico che è frutto di anni di creatività, sperimentazione e tecnica. Nei lavori dell’artista Butò si notano netti riferimenti Cubisti e Metafisici, molte opere nascono da emozioni personali provate dall’autore a seguito di eventi spesso drammatici della nostra storia, da qui la scelta del titolo “ Storie”, sarà possibile visitare l’esposizione da mercoledì 26 ottobre fino a martedì 8 novembre.

Cenni biografici

Vinicio Butò  – LA MIA STORIA:

Fin da bambino ho avuto a che fare con il disegno, ma non come di solito fanno i bambini che fanno disegni di fantasia. A me piaceva fare ritratti, riprodurre le sembianze umane. Quando avevo otto anni i miei genitori mi regalarono una scatola di acquerelli. Cominciai così ad avere a che fare con il colore, e lo ricordo con molta gioia. Intorno ai 14 anni iniziai ad utilizzare l’olio. Dipingevo principalmente paesaggi ed alcuni miei quadri vennero venduti a turisti americani che visitavano Napoli, città dove vivevo. Terminato il Liceo scelsi la facoltà di Ingegneria, e dopo la laurea ho lavorato come ingegnere per 50 anni, senza però mai lasciare la pittura e, soprattutto, la voglia di esprimere, in modo personale, il mio mondo interiore. Fui presentato al pittore Emilio Notte, che accettò di farmi da maestro. Erano gli anni ’60. L’incontro con Emilio Notte è stato per me determinante; mi insegnò a guardare la realtà con occhio da pittore e ad esprimere sulla tela la realtà che avevo dentro, non quella oggettiva esterna. Si è aperto per me un intero mondo. Ho cominciato a seguire la filosofia del cubismo e della pittura metafisica. Ho utilizzato tutte le tecniche: grafite, pastello, olio, acrilico, collage, materica. I temi dei miei quadri sono sempre stati storie di vita, avvenimenti recenti che mi avevano colpito. In quel periodo ho conosciuto altri pittori importanti. La moglie di Emilio Notte, Maria, pittrice anch’essa, che apprezzò la mia pittura e che volle presentarmi a Mario Persico. Bruno Donzelli, con cui passai un Capodanno a dipingere insieme a casa sua. A Parigi conobbi Lucio Del Pezzo, che mi accolse con amicizia essendo anche egli allievo di Emilio Notte. Mi diede utili consigli soprattutto di carattere tecnico.

 

 

Negli anni 2000 sono rimasto isolato per molto tempo. A seguito della malattia di mia moglie, ho smesso di lavorare e di dipingere. Nel 2015 ho ripreso in mano i pennelli ed ho ritrovato la mia pittura. Ho pensato, studiato e realizzato un ciclo di quadri ispirati alle forti emozioni provate a seguito di eventi drammatici della nostra storia recente. Rappresentano il mio desiderio di partecipare al dolore con la visione purificatrice della pittura.

 

Scrive di lui Laura Bargellini

Sulla formazione di Vinicio Butò ha una notevole, anche se indiretta, influenza, la visione delle forme artistiche che hanno attraversato il Novecento, in particolare: il cubismo, il futurismo e la pittura metafisica. Le opere di Butò tendono alla costruzione di uno spazio “racchiuso” e nello stesso tempo immaginifico, libero da qualsiasi convenzione stilistica, sorretto da un uso appropriato delle tradizioni costruttive, una assoluta continuità tra l’elemento formale e l’insieme, con un intenso contatto con la realtà. L’artista sceglie il colore come mezzo per far vibrare la segreta realtà della anima, usandolo nella quasi totale purezza, come valore assoluto, riuscendo così a svincolarsi dalla realtà oggettiva delle cose. Butò vive le proprie opere come esperienza interna e i mezzi espressivi che utilizza, quali la forma e il colore, si compendiano nella trascrizione fedele della sua risonanza emotiva, che la realtà produce nel suo animo. Questo amore per l’Arte lo induce a rappresentare una pittura affascinante, per il sottile equilibrio tra la solidità formale e la libertà immaginativa che egli coniuga genialmente attraverso la razionalità grafica e la capacità di una  evocazione simbolica. Le opere di Butò garantiscono quella continuità tra arte e vita, che è l’idea base dell’artista. Con Butò ci siamo incontrati nel Luglio del 2016 e subito mi ha espresso come le forti emozioni di questo inizio del secolo, “fragori di violenze”, lo hanno indotto ad interpretare questo percorso artistico. Sorride, senza guardarmi, preso dai suoi pensieri mentre mi illustra i suoi quadri ed i suoi perché, ed in quel momento, mi appare come un adolescente che va fiero delle sue emozioni. Aggiunge: “sono stato in qualche modo costretto ad intervenire con la pittura, che è la modalità per me più confacente per stigmatizzare questi terribili accadimenti”.

Le parole scivolano veloci e chiare mentre mi illustra le sue ultime opere oltremodo significative.

Butò interpreta i suoi lavori attraverso diverse sfaccettature, un parallelo calzante potrebbe essere: un fulmine attraversa la volta celeste esprimendo tutta la sua potenza lasciandoci sbigottiti.

Subito dopo arriva il tuono più lungo, più profondo…devastante… che lascia segni indelebili.

Il filo logico e artistico di Butò è sempre coerente.  Il suo primo quadro della rassegna 2016, intitolata Storie, interpreta la “rabbia” e la sopraffazione verso una parte dell’umanità: l’olocausto.

BIRKENAU è il titolo dell’opera. L’artista dipinge il campo di concentramento visto in lontananza evidenziando l’immobilità di un evento senza nessuna possibilità di fuga, dove l’effetto finale si evince dalla fossa comune dove i corpi giacciono senza pudore ed identità. Qui la mano dell’artista, con un ultimo senso di pietà, li colora pastellandoli di teneri toni cerulei come a volergli restituire quella dignità che la ferocia del regime aveva tolto loro. Senza speranza sono anche le “rotaie dei vagoni” che infrangono sulle mura del campo di concentramento senza via di ritorno. Butò dice: “sono voluto partire dall’olocausto per far capire che oggi, come ieri, con fredda determinazione, si possono sterminare popolazioni inermi”. Il filo conduttore è l’odio, che può essere di ordine razziale, religioso o di potentato. Un’analisi filologica è molto complessa, dice, ed è difficile da derimere, ma gli effetti sono sconvolgenti. Butò nel quadro NEW YORK 11-09-2001 è in grado di esprimersi su due piani. Quello emozionale e quello d’immagine. Notevole la soluzione strutturale del quadro. Una prima visione fotografica, poi la mano che interviene, rappresentandone gli eventi.

Le torri colpite da raggi rossi, come un’operazione chirurgica che sana ma, in questo caso, produce la tragedia che tutto il mondo amaramente ricorda. E ancora LA STRAGE DI BOLOGNA dove Butò invita a non dimenticare e sceglie con accuratezza gli elementi, i colori, le forme che riflettere in modo surrealista. Blocca il tempo per non dimenticare. In tutte le sue opere è in grado di trovare, con mezzi artistici puntuali, il significato profondo degli accadimenti, il filo spinato, una mare insanguinato, il ventre della madre lacerato, un sole nero che non splende e incapace di scaldare, strumenti musicali il cui suono è interrotto per sempre. Elemento comune nelle sue opere, utilizzato come filo conduttore, è la piccola, inerme ed infantile mano rossa che si arrende agli eventi che la sovrastano. Butò è un artista che trova con estrema immediatezza gli elementi pittorici, e assembla con senso costruttivo e coloristico con consapevolezza e pregevolezza artistica.

Cenni Storici GARD, Galleria Arte Roma Design, nasce nel 1995 con una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo per un eco-design ed un’eco-arte che rispetti l’ambiente-mondo e l’ambiente-uomo. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma. Spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali,  tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un  progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. Non manca mai in questi anni, la volontà e  la grinta che l’ha sempre contraddistinta. Dopo un percorso di ricostruzione e di ripresa emotiva durato tre anni, GARD può finalmente riaprire nel novembre del 2014, con un numero minore di sale, ma con la qualità e l’originalità che da sempre la contraddistingue. E infatti, questo spazio torna con effetto immediato a rappresentare un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Oggi sono circa mille le figure che operano nel settore artistico, tra architetti, designer, artisti e artigiani, che partecipano a rendere GARD unica a Roma.

Ariela Böhm a Montecarlo

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Ariela Böhm, artista di Soqquadro, partecipa alla Fiera ARTMONACO 2016 che si svolge dal 27 al 30  ottobre a Montecarlo in collaborazione con la rivista d’Arte Expo Art.

La Fiera è frequentata da un pubblico Internazionale proveniente da paesi come la Germania, Armenia, Austria, Colombia, Cina, Polonia, Regno Unito, Svezia, Francia, Principato di Monaco, Russia, Repubblica Ceca, Belgio, Canada, Croazia, Spagna, Olanda, Libano, Estonia, Italia, Ucraina, Brasile, Stati Uniti, Israele, Svizzera.

 

Nuovi Equi-Libri

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da..…un commento critico di Francesco Gallo MAZZEO

Nuovi Equi. Libri

…………………….  [Attraverso le opere di Giovanni Mangiacapra penetriamo in]  un suolo elastico che bisogna leggere, ora con lente di ingrandimento, ora chiedendo aiuto al microscopio, perché bisogna entrare dentro e farsi simili e dissimili, per fare insieme la consistenza dell’evento, si, proprio dell’evento, che non si consuma mai ma si rinnova, non solo nelle nuove opere, ma anche in quelle già viste, perché il lento rilascio le fa essere, nella loro sfrontata semplicità, dei levia gravia, che non ammettono disattenzioni e marginalità perché sono rarefazioni musicali.

Francesco Gallo MAZZEO

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