Tempo

TEMPO

Esposizione Collettiva  di Arte Contemporanea

ARTISTI:

Marcello Bazzoffi – Barbara Bertoncelli  – Silvano Debernardi –

Patricia Glauser –  Federica Violante – Sonia Mazzoli – Monos –

Sabina Sadikv – Gabriella Zeverini

A CURA DI: Sonia Mazzoli  e Gabriella Zeverini

 

 

 

 

La Galleria GARD  presenta la II° edizione della mostra TEMPO, esposizione di Arte Contemporanea, che ospiterà le opere di nove artisti: Marcello Bazzoffi – Barbara Bertoncelli  – Silvano Debernardi – Patricia Glauser – Federica Violante – Sonia Mazzoli – Monos – Sabina Sadikv – Gabriella Zeverini, diversi per genere , stile e tecniche utilizzate, uniti dal tema trattato, il Tempo, nella sua vastità e complessità. Tempo inteso come il trascorrere degli eventi e delle ore, scandito dalle lancette di un orologio. Tempo inteso come cura di ogni ferita del corpo e della mente. Tempo inteso come cambiamento, visibile sia nei tratti di un volto sia nel colore delle foglie di un albero. Tempo inteso come necessità ma anche come paura di non averne mai abbastanza per dedicarci a noi stessi e a ciò che amiamo. Tempo inteso come trasformazione di tutto ciò che ci circonda.

Cenni biografici degli Artisti esponenti:

Marcello Bazzoffi : Nasce a Roma il 4 settembre 1931, Prende il diploma di Maestro d’Arte  presso l’Istituto d’Arte di Roma via Conte Verde, Consegue in seguito il diploma di Scenografia presso l’accademia di Belle Arti di Frosinone. Tra le sue esposizioni più importanti e i premi vinti ricordiamo: 1958 – Primo premio nazionale Gesù Lavoratore ed. IGAP Roma. 1959 – SPQR rassegna di arti figurative di Roma e Lazio – mostra concorso vedute di Roma – Arti grafiche Fratelli Palombi Roma. 1961 – XII mostra nazionale di arti figurative “premio Alatri” Tipografia Strambi. 1962 – XIII mostra nazionale di arti figurative  “premio Alatri” Tipografia Strambi. 1962 – VIII premio Valle Roveto mostra internazionale di pittura premio in bianco e nero. 1963 – IX premio Valle Roveto mostra internazionale di pittura tipografia Don Orione Avezzano. 1963 –  premio nazionale di pittura figurativa Carlo della Penna. 1963 – IV Rassegna di arti figurative di Roma e del Lazio edizioni dell’Ateneo  Roma. 1963 –  prima mostra nazionale d’arte Sacra Celano Sc tipografica D.Orione Avezzano. 1964 –  partecipa al premio di pittura Michelangelo galleria Penelope dove espone l’opera “l’uomo che si volta”. 1964 – seconda mostra nazionale Sacra Celano ed. nuova grafica Romana. 1988 – personale a “L’ariete” via Giulia Roma.  Viene a mancare nel 2001. Uno dei suoi figli Stefano Bazzoffi anch’esso Artista continua a portare avanti con cura e dedizione il lavoro del padre.

 

Silvano Debernardi : Nato a Biella il 29/05/1956. Tra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80 ha seguito corsi di pittura. In qualche modo ha assorbito l’insegnamento del suo antico maestro C. Morelli: scuola romana del dopoguerra e realismo. In seguito ha proseguito come autodidatta, sperimentando diverse tecniche. Laureato in filosofia ha partecipato a diverse esposizioni.

 

Barbara Bertoncelli : Nasco a marzo del 1972 e vivo a S.Cesario in provincia di Modena. Fin da bambina mi piaceva filtrare lo spazio del mondo attraverso l’obiettivo. Fotografavo le nuvole e le loro trasformazioni nel cielo, giocando con pareidolie fantastiche e litigando con mia madre per l’uso frivolo del rullino, che era troppo costoso per perdersi tra le nuvole. Oggi sono psichiatra e, se i miei pregressi mi obbligano a qualche ironica riflessione personale, la curiosità di quello che sta fuori di me rimane una forte attrazione da osservare. M’intriga l’essere umano nelle sue molteplici sfaccettature interiori ed esteriori, che osservo con incanto e disincanto da molteplici punti di vista. Ho continuato a dedicarmi con passione alla fotografia, con il gusto di scoprire e osservare come guardo la realtà con i miei occhi. Mi piace di cogliere la spontaneità delle persone e delle cose negli istanti delle loro pose naturali, composte o scomposte, per coglierne l’essenza intima. Preferisco le atmosfere sognanti e ipnotiche, l’espressione riflessiva della melanconia (che non è la condizione patologica della malinconia), il riso e l’enigma dietro la maschera. Mi accorgo di evitare di mostrare l’espressione del dolore che si trasforma in disperazione e orrore, di cui l’iconografia contemporanea ci invade, sterilizzando il sentimento. L’orrore non merita a mio avviso tutto lo spazio che si gli viene dato a scapito del bello. Cerco di cogliere forme e colori dalla natura, dall’arte, dall’architettura da qualunque cosa possa essere o sembrare qualcosa, ma forse è altro. Mi piacciono i colpi di luce veloci del movimento, che nella fotografia raccontano di impressioni o di qualche certezza. Talora sono immagini che si confondano a colpo d’occhio con qualcosa di diverso dalla fotografia, talora con un quadro realizzato a pennello.
L’elaborazione delle immagini, che a volte faccio, si limita a contrasti e rilievi di colore realizzati direttamente ed esclusivamente e dalla macchina fotografica. Per ora, e non mi sembra di voler cambiare idea, non conosco e non voglio imparare l’uso di programmi di elaborazione fotografica al computer.
Non sono una fotografa, farei un torto ai professionisti della fotografia a definirmi tale, ma uso lo strumento fotografico per cogliere dalla realtà un attimo unico, irripetibile ed insolito per farne quadri. La fotografia blocca e mostra molto di più, o qualcosa di diverso, da ciò che l’occhio riesce a cogliere nell’atto dell’osservazione. Ma è pur sempre un frammento di una scena, una rappresentazione, un quadro della realtà, non la realtà. E proprio perché amo i quadri, intesi come dipinti, e la loro unicità, scelgo nella maggior parte dei casi, di una fotografia, di farne un’unica stampa. Capita che racconti le mie immagini attraverso brevi brani, unendo così la fotografia alla passione di scrivere.
Ho esposto sia in Italia che all’estero.

Patricia Glauser: Nata in Colombia nel 1967. Nel 1998 lascia suo lavoro come dentista per venire in Italia a studiare arte. Dal 1998 al 1999, segue dei corsi di pittura alla Lorenzo de Medici Art school di Firenze. Nel 2000 frequenta la scuola Art’E, dove fa dei corsi di disegno e pittura. Segue anche il corso di Decorazione pittorica all’Istituto Statale d’Arte di Porta Romana. Nel 2001 s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze dalla quale si diploma in pittura nel 2006. Nel 2009 fa il master in Arti Visive alla Libera Accademia di Belle Arti di Firenze (LABA). Vive e lavora a Firenze.

Federica Violante: Nasce a Roma il 17 aprile del 1991, fin dalle elementari i quaderni di scuola alternavano pagine di problemi matematici, versioni di greco a disegni di ogni genere. Inizia così ad esprimere pensieri ed emozioni con matita e carboncino, scoprendo poi, spinta da curiosità e bisogno di creazione, il piacere di dipingere, utilizzando il colore e la materia. La sua ispirazione da autodidatta, nasce dalla voglia di sperimentare senza limiti di immaginazione  e di tecnica, modi per comunicare attraverso il bello che l’arte propone a chi la guarda.

Sonia Mazzoli: Nasce a Roma il 30 dicembre del 67, inizia il suo percorso creativo giovanissima manipolando argilla in un ambiente familiare molto creativo che assieme al gusto del creare dal nulla le dà la spinta iniziale. Comincia realizzando gioielli per poi proseguire le sue sperimentazioni con disparati materiali come pietre dure, cartapesta , con una spiccata predilezione per il riciclo. Le sue principali fonti di approvvigionamento sono le discariche e la mania di conservare sempre tutto! Consegue il Diploma di Maestro d’Arte al Silvio D’Amico di Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma sez. Scenografia. Nel 95 è socia fondatrice di GARD Galleria Arte Roma Design

Tiziana Monoscalco: Conseguito il diploma  di Maestro d’Arte  Moderna a Roma 1999 , sceglie Monos come nome d’Arte e decide di dedicare le sue energia esclusivamente alla pittura.  Comincia così un percorso di sperimentazione, si dedica inizialmente a  nature morte  paesaggi, per poi approdare e far sua una tecnica personale, decisamente informale,  le sue opere sono spesso realizzate con l’utilizzo di  materiali di scarto, vecchie tele di sacco, stoffe di lino, uniti con rammendi, lacerazioni e bruciature.   L’artista costringe la materia ad esprimersi, a organizzarsi in maniera sempre nuova e imprevista. Ha partecipato ad esposizioni e premi in tutta Italia.

 Sabina Sadikv: Nasce il 26 – 12 – 2000, sin da bambina ha una spiccata passione per i colori, la moda e la lettura.  In principio utilizza  trucchi e  smalti della mamma come colori,  come tele i muri della sua abitazione, si cimenta inventando sfilate personali di moda e durante le piacevoli letture si immerge completamente in esse. La matematica e l’Arte hanno sempre avuto un ruolo paritario nel suo cammino. Si diploma al Liceo Scientifico Primo Levi,  continuando a coltivare la passione per l’Arte, frequentando corsi di disegno, pittura e seguendo sul web il percorso artistico di molti Maestri d’Arte, fino alla presentazione delle sue prime in Gallerie.

Gabriella Zeverini: Nasce a Roma dove vive e lavora. Da sempre appassionata d’arte e affascinata dai colori: da bambina il suo sogno ricorrente era di stare sotto una cascata e di bere da un astuccio di pastelli colorati. Nonostante questa sua passione, frequenta l’Istituto Commerciale, la famiglia si oppone al Liceo Artistico ma il suo sogno rimane e l’ amore per l’arte cresce con lei. Altro grande sogno è vedere il mondo… viaggiare… così una delle prime tappe è Parigi dove conoscerà diversi artisti, qualche anno dopo va in Brasile li nasce un’altra grande passione che l’accompagna ancora oggi, la Gemmologia, si stabilisce in Argentina per un lungo periodo a San Carlo de Bariloche, dove inizia a ideare e creare monili, manufatti in argento e cuoio con artisti e artigiani del luogo.Nel 1992 rientra in Italia e apre il suo primo laboratorio d’Arte, nel 2004 frequenta la “PrimaAccademia dei Cristalli e delle Scienze di Luce” ed un corso alla scuola d’Arte Sila.Disegna e realizza gioielli in argento e semi preziosi, partecipa con le sue collezioni a diverse esposizioni con il nome d’arte GabyZen.

Cenni Storici – Galleria Arte Roma Design:
Nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e distributore di Arte e Design Autoprodotto. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia da Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi del mondo della pittura, del design, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma; spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali, tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. GARD, ha saputo tuttavia far fronte, specie in questi ultimi anni, agli innumerevoli problemi insorti con la solita volontà e grinta che l’anno sempre contraddistinta.

DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design – V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno) M Piramide

INAUGURAZIONE: Giovedì 7 Giugno – dalle ore 20.00

DURATA : Dal 7 al 13 Giugno 2018

ORARI:  Dalle 16.30 alle 19.00 –  dal lunedì – al venerdì –  ( altri giorni e orari su appuntamento)

INGRESSO: libero – Infotel: +39 340.3884778 – Infomail: soniagard@gmail.com

Ufficio Stampa – Marina Zatta

 

Annunci

Via Vai – seconda edizione

Invito Via Vai 2 Edizione web

 

VIA… VAI…

Vita

Immagini

Arrivando

Vita

Andando

Interpreti

Allestimento espositivo nell’Hotel AbitArt, via Matteucci 10/20 Roma

Dal 14 maggio al 30 giugno  2018

Artisti

Francesca Bianchi , Silvano Debernardi, Patricia Glauser , Maria Lepkowska,

Maria Paola Moretti, Manuela Scannavini , Remo Suprani, Trasformarte 

Curatela:

Sonia Mazzoli e Marina Zatta

Un Hotel è un luogo di transito in cui si va per riandare via, in cui lo STARE è solo PERMANERE, uno spazio temporale provvisorio, un tempo estraneo, coincidente con l’espressione VIA VAI espressa nell’acronimo creato da Marina Zatta. In un Hotel si arriva, si sosta, si va.  Per denominare il posto che ci viene assegnato, la Camera, utilizziamo un aggettivo possessivo  Nostra, Mia, Tua, descrivendo un possesso che in realtà è illusorio: quello spazio non è Nostro, Mio, Tuo, lo utilizziamo in un lasso di tempo limitato estraneo alla Quotidianità, Esistenza, Vita che ci appartengono.

 

Anche gli spazi dedicati alle Arti sono provvisori, legati a un tempo relativo: Gallerie, Musei, Cinema, Teatri, Auditorium, e così via, sono zone di esistenza temporanea, legate a un ENTRARE che prevede un prossimo USCIRE, posti in cui VENIRE e ANDARE, per cui il VIA VAI caratterizza la temporaneità dei luoghi della fruizione artistica, posti in cui si arriva, si sosta, si va.

 

L’Arte stessa è uno spazio provvisorio giacché è legato all’esprimere il Pensiero che è volatile e fuggevole. L’Arte è un continuo divenire, racconta sé stessa nei secoli modificandosi e l’Artista è colui che esprime il cambiamento spostando di continuo le traiettorie narrative, portandoci in territori inesplorati, panorami in cui siamo accolti, ma che non ci appartengono: non sono pensieri Nostri, Miei, Tuoi.

 

Conseguenzialmente immaginare un rapporto concettuale legato alla transitorietà tra gli spazi reali della Galleria e dell’Hotel e quelli narrativi della Creazione Artistica è solo un mettere in relazione una comunicazione meno lontana di ciò che si può immaginare, è creare un nesso tra ciò che, nel suo non appartenere a nessuno, non essere Nostro, Mio, Tuo, trova buona parte della sua ragione di esistere.

 

l’Hotel AbitArt è situato nei pressi della Piramide Cestia, luogo centrale di Roma che ospita il monumento funebre dell’antico romano Caio Cestio, la Centrale Montemartini e il Cimitero Acattolico che ospita le tombe di numerosi intellettuali. L’hotel AbitArt oltre alla sua funzione alberghiera, è un luogo di accoglienza espositiva per l’Arte Contemporanea fondato sulla convinzione che: “L’Arte è qualcosa che deve far parte della vita quotidiana di ognuno di noi” partendo  dall’idea che “Quotidianità, Familiarità e Accoglienza, debbano convivere e dialogare in modo creativo con Arte, Cultura e Modernità”.

 

Info: ass.soqquadro@gmail.comsoniagard@gmail.com – cell. 333.7330045

 

Non Forma dal Bianco e Nero
Mostra di Arte Contemporanea

Scuderie Reali di Villa Favorita

Si inaugura sabato 5 maggio alle ore 18.00 la mostra collettiva di arte contemporanea Non Forma dal Bianco e Nero organizzata e promossa dall’Associazione Culturale Connessioni Culture Contemporanea , Progetto Artistico di Giovanni Mangiacapra a cura di Giovanni Cardone con il Patrocinio del Comune di Ercolano e con la collaborazione e il sostegno di Gino Ramaglia , Studio Oreste Pipolo, Acheo- Club d’Italia, Soqquadro Roma . Espongono i seguenti artisti : Alfonso Coppola, Gabriele Salvo Buzzanca, Laura Coletto, Lisa Stefani, Mangiacapra Giovanni, Nicholas Tolosa, Patricia Glauser , Elsa Egon.
Come dice Giovanni Cardone : “ Per i nostri antenati, non c’erano dubbi il bianco era un vero colore addirittura uno dei tre colori basilari del sistema antico, allo stesso titolo del rosso e del nero. Già sulle pareti grigiastre delle grotte paleolitiche si usavano materie gessose per colorare le figure animali di bianco, e, nel Medioevo, si aggiungeva del bianco alle pergamene dei manoscritti miniati. Soltanto facendo della carta il supporto principale dei testi e delle immagini, la stampa ha introdotto un’equivalenza tra l’incolore e il bianco, riducendo quest’ultimo al grado zero del colore, o alla sua essenza. I pittori sono i primi a rivoltarsi contro questo nero onnipresente e onnipotente. Fin dall’epoca romantica sono in molti a militare per uno schiarimento generale della tavolozza e una maggiore imitazione dei colori della natura: i verdi, i gialli, gli arancioni fanno il loro grande ritorno con l’avvento degli Impressionisti e con i loro paesaggi dipinti dal vero, i cui colori luminosi non lasciano alcun posto ai neri veri e propri. Il bianco e il nero nell’arte hanno il potere di generare un’immediata tensione, di creare “disorientamento”, di comunicare senza necessità di ulteriori intermediari che non siano se stessi; non serve nemmeno una forma, non servono  sfondi realistici e riconoscibili, non servono parole chiarificatrici; non occorre fare altro che lasciarsi investire dal puro messaggio affidato alla luce. Questi due colori sono “le estremità” del cerchio cromatico: il bianco contiene tutti i colori, e richiama l’idea di fusione e di luminosa unione; il nero è invece un’assenza di colore, e si lega dunque all’idea di vuoto, del buio, del vacuo, dell’assente, appunto.
Ma il bianco e il nero agiscono sul nostro sistema percettivo e comunicano molto di più dei loro significati “tradizionali”; occhio e mente ne sono attivati e interagiscono alla ricerca (inconscia) di sensi più profondi, di mondi, di intimità, di misteri svelati dall’incastro perfetto di luce bianca e luce nera. Precursore dell’essenzialità dei due colori è l’opera puramente concettuale del russo Kazimir Malevič con il suo “Quadrato Bianco su fondo bianco” (1918); oppure Paul Klee che nel suo continuo parallelismo tra pittura e musica realizzò opere come il “Bianco polifonicamente incorniciato” (1930). Nel dopoguerra trovano espressioni nelle varie forme di astrattismo il primo Rauschenberg, Tobey e Twombly. A seguire Burri, lo spazialismo di Fontana, e certe esperienze di Schifano e di Lombardo legate al Pop Molti artisti contemporanei usano come tavolozza il bianco e il nero con la consapevolezza della tensione che questi non-colori determinano, tale da mettere in moto tutte le sensibilità emotive, evocative e logiche come in una sorta di percorso iniziatico. Il ché è davvero l’inizio di un’esperienza veramente affascinante ed unica” .
Non Forma dal Bianco e Nero
Inaugurazione : Sabato 5 maggio alle ore 18.00_ Dal 5al 18 maggio 2018
Progetto Artistico di: Giovanni Mangiacapra
Curatore : Giovanni Cardone
Orari : dal Lunedì alla Domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00
Scuderie Reali di Villa Favorita Corso Resina 300 / 332 – 80056 Ercolano –
Napoli Info e Contatti : Tel. 081777 8052 – 3923405574

 

Copia di Copia di ARTISTAINVERSOPERVERSO

 

Esposizione Personale di Arte Contemporanea: Artista inversoperverso
Artista: Artista inversoperverso
Curatore: Pamela Cento.
Dove: Galleria CL, Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (Metro Piramide)
Quando: dal 5 al 19 maggio 2018
Inaugurazione: sabato 5 maggio, dalle 19.00 alle 22.00
Info: http://www.elenabernardi.com, http://www.artistainversoperversoexpo.com

La Galleria Elena Bernardi e l’Associazione Anima e Corpo presentano l’esposizione di Artista inversoperverso presso il Caffè Letterario di Roma, lo spazio multifunzionale tra i più conosciuti della Capitale. Un percorso espositivo di circa quaranta opere, la maggior parte inedite, che costituiscono degli approfonditi appunti visivi di un diario personale in cui Artista inversoperverso riporta le proprie interpretazioni generate dalla con-fusione di sogno e realtà. Quando di sogno si tratta, il suo è un dormire a occhi socchiusi, un dormiveglia che fa emergere stati di coscienza alterati da un fagocitare tutto ciò che è dentro e fuori. Vorace di immagini, di tutto ciò che vede, le opere di Artista inversoperverso costituiscono una finestra sul mondo anche al senso di una finestra chiusa ermeticamente all’esterno: lo vede e lo sente psichicamente riuscendo con una linea a ricostruirne i contorni, senza nessuna immersione fisica in esso. E’ la distanza che genera l’essere spettatore degli altri e di se stesso, distanza che lascia attoniti e inermi i suoi personaggi. Una volta assimilato ogni input deve essere trasformato ed espulso da Artista inversoperverso attraverso il procedimento artistico catartico: deiezioni ed emozioni si tramutano nel denso colore a smalto o in materia iridescente e impalpabile che come lacrime si riversa silente dall’ovunque. Non c’è nessuna deflagrazione, nessun corpo che urli e che ormai incapace di trattenere tutto il brutto e il bello del mondo si squarci, ma al contrario c’è il restare immobile come dentro ad una fotografia; nello stesso modo restano a vivere e a guardare tutti i coprotagonisti come le donne, il Sole, la Luna, il pesce o la barchetta a vela di quando si era bambini. Il linguaggio utilizzato, composto principalmente da colore e tratto asciutto, va diretto al punto focale e alla sintesi del discorso. Senza usare mezzi termini forma i suoi racconti, crudi e traboccanti di poesia, che chi vorrà entrarci dovrà poi ricomporre come fossero puzzle; a poco aiuteranno nella lettura le parole che solitamente Artista inversoperverso riporta direttamente all’interno dell’opera, frasi che a prima vista ingannano sembrando una mappa di orientamento alla lettura pittorica per rivelarsi subito dopo l’opposto aprendo a ulteriori enigmi e chiavi interpretative. Artista inversoperverso depista, come riescono a farlo gli artisti lontani dall’essere didascalici, decorativi o semplicisticamente comunicativi (tratto dal catalogo dell’esposizione a cura di Pamela Cento).
Interviste sul palco faranno conoscere ulteriormente l’artista e il suo mondo inverso e perverso.

 

Senza Titolo „Voglio Stupirvi „

Senza Titolo „Voglio Stupirvi „
Un progetto di Mangiacapra Giovanni

mostra collettiva di arte contemporanea presso il chiostro di S. Maria La Nova,
“Napoli Città Metropolitana”
SALA adiacente del Consiglio Metropolitano della Città di Napoli
durata fino al 4 maggio 2018

ARTISTI: Elena Bottari, Gabriele Salvo Buzzanca, Tonia Catalano, Micaela De Vivo, Patricia Glauser, Stefania Marino, Giovanni Mangiacapra, Lisa Stefani

PAROLE CHIAVE : contaminazione progettuale e tecnica, pensiero critico, sperimentazione, libertà, scultura, pittura, installazione, dialogo gestuale, sinergia, ricerca-azione.

La mostra collettiva Dal titolo: SENZA TITOLO Voglio “STUPIRVI! ” Libera dal peso di dare un TITOLO alla mostra questa mostra di arte contemporanea vuole far emergere i molteplici linguaggi che può presentare l’arte contemporanea aprendosi alle innumerevoli prospettive. Oggi più che mai chiedere agli artisti di lavorare liberamente senza condizionamenti, esprimersi anche attraverso le proprie emozioni per poi ricevere la meritata gratificazione. SENZA TITOLO “Voglio STUPIRVI! ” senza nessuna presunzione libera da ogni vincolo artistico chi espone dando opportunità di presentare se stessi ma anche rappresentare lo spazio che li circonda intorno a noi, siamo circondati da una infinità di luci di forme e di continue notizie che ci riempiono la testa ed invadono il mostro spazio, il nostro corpo. Oggi l’arte contemporanea non resta mai ferma si muove, anticipa i tempi e i modi del vivere umano, denuncia in modo forte tutto ciò che succede intorno a se, senza paura contrattacca chi oggi offende gli uomini e le donne e chi violenta la natura, gli artisti invitati possono raccogliere attraverso la propria arte questo quotidiano.
progetto artistico e curatela Giovanni Mangiacapra

Ifo: 339 7919227 http://www.connessionicontemporanee.it/ e-mail  giovanni.arte@virgilio.it

Via… Vai…

Via Vai Bozza Gialla (2)

 

VIA… VAI…

Vita

Immagini

Arrivando

Vita

Andando

Interpreti

Allestimento espositivo nell’Hotel AbitArt, via Matteucci 10/20 Roma

Dal 19 marzo al 13 maggio 2018

Artisti

Silvano Debernardi, Maria Lepkowska, Giovanni Mangiacapra,

Maria Paola Moretti, Trasformarte, Angela Scappaticci, Remo Suprani

Curatela:

Sonia Mazzoli e Marina Zatta

 

Un Hotel è un luogo di transito in cui si va per riandare via, in cui lo STARE è solo PERMANERE, uno spazio temporale provvisorio, un tempo estraneo, coincidente con l’espressione VIA VAI espressa nell’acronimo creato da Marina Zatta. In un Hotel si arriva, si sosta, si va.  Per denominare il posto che ci viene assegnato, la Camera, utilizziamo un aggettivo possessivo  Nostra, Mia, Tua, descrivendo un possesso che in realtà è illusorio: quello spazio non è Nostro, Mio, Tuo, lo utilizziamo in un lasso di tempo limitato estraneo alla Quotidianità, Esistenza, Vita che ci appartengono.

 

Anche gli spazi dedicati alle Arti sono provvisori, legati a un tempo relativo: Gallerie, Musei, Cinema, Teatri, Auditorium, e così via, sono zone di esistenza temporanea, legate a un ENTRARE che prevede un prossimo USCIRE, posti in cui VENIRE e ANDARE, per cui il VIA VAI caratterizza la temporaneità dei luoghi della fruizione artistica, posti in cui si arriva, si sosta, si va.

 

L’Arte stessa è uno spazio provvisorio giacché è legato all’esprimere il Pensiero che è volatile e fuggevole. L’Arte è un continuo divenire, racconta sé stessa nei secoli modificandosi e l’Artista è colui che esprime il cambiamento spostando di continuo le traiettorie narrative, portandoci in territori inesplorati, panorami in cui siamo accolti, ma che non ci appartengono: non sono pensieri Nostri, Miei, Tuoi.

 

Conseguenzialmente immaginare un rapporto concettuale legato alla transitorietà tra gli spazi reali della Galleria e dell’Hotel e quelli narrativi della Creazione Artistica è solo un mettere in relazione una comunicazione meno lontana di ciò che si può immaginare, è creare un nesso tra ciò che, nel suo non appartenere a nessuno, non essere Nostro, Mio, Tuo, trova buona parte della sua ragione di esistere.

 

l’Hotel AbitArt è situato nei pressi della Piramide Cestia, luogo centrale di Roma che ospita il monumento funebre dell’antico romano Caio Cestio, la Centrale Montemartini e il Cimitero Acattolico che ospita le tombe di numerosi intellettuali. L’hotel AbitArt oltre alla sua funzione alberghiera, è un luogo di accoglienza espositiva per l’Arte Contemporanea fondato sulla convinzione che: “L’Arte è qualcosa che deve far parte della vita quotidiana di ognuno di noi” partendo  dall’idea che “Quotidianità, Familiarità e Accoglienza, debbano convivere e dialogare in modo creativo con Arte, Cultura e Modernità”.

 

Info. ass.soqquadro@gmail.comsoniagard@gmail.com – cell. 333.7330045

 

mangiacapra webmoretti webscappaticci web

IMG_20171014_182352IMG-20180315-WA0001REMO SUPRANI Surf - Le Onde del destinoTrasformArte - A spasso per il mondo

PREMIO ART FLYER MARZO PRIMO STEP SESTA ED

Esposizione di Arte Contemporanea: Premio Art Sesta Edizione – Primo Step Espositivo

Direzione Artistica: Pamela Cento

Coordinatrice: Anna Modeconi

Artisti:

Carolina Bacci, Alessia e Bruno, Agnese De Romanis, Elen, Tiziano Gilardoni, Giovanni Giuliani, Kyo’o, Matteo Madara , Andrea Marongiu, Carlotta Morselli, Alessandra Nardi, Giulia Neri, Angelo Nunziata, Rudy Orly, Davide Pavan, Alain Pietrolongo, Giuseppe Russo, Matteo Silvestri

Staff: Cento Produzioni Arte e Comunicazione, Caffè Letterario

Dove: Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (Metro Piramide)

Quando: dal 24 marzo al 12 aprile, dalle 10.30 alle 18.00

Inaugurazione: Sabato 24 marzo, dalle 19.30 alle 22.00

Info e STREAMING: http://www.premioart.it

Sabato 24 marzo prende avvio la sesta edizione del Premio Art, il concorso di arte visiva che negli anni ha esposto le opere di centinaia di artisti provenienti dall’Italia e dall’estero portando migliaia di fruitori a votare l’artista prescelto.

Dal 24 marzo al 12 aprile, presso il rinomato Caffè Letterario di via Ostiense, lo spazio multifunzionale di mille metri quadri dedicati all’arte, alla cultura e al design tra i più conosciuti della Capitale, sarà possibile ammirare le opere degli artisti Carolina Bacci, Alessia e Bruno, Agnese De Romanis, Elen, Tiziano Gilardoni, Giovanni Giuliani, Kyo’o, Matteo Madara , Andrea Marongiu, Carlotta Morselli, Alessandra Nardi, Giulia Neri, Angelo Nunziata, Rudy Orly, Davide Pavan, Alain Pietrolongo, Giuseppe Russo, Matteo Silvestri.

Quali sono le emozioni di abbandonare o essere abbandonati da una casa vissuta? E ancora come esprimere e tradurre con il linguaggio dell’arte persone e territori incontrati, o avvenimenti che hanno segnato la Storia? Come cristallizzare in una fotografia il periodo di vuoto che lentamente porta al degrado dell’anima come di un oggetto? Mondi interiori impressi nella pellicola analogica o nei pixel digitali o ancora tra le trame della tela o della carta. Le opere in esposizione danno artisticamente le risposte anche a queste domande e il risultato è costituito da un percorso espositivo con più di sessanta opere inedite.

Come nelle precedenti edizioni il pubblico, dalla serata di inaugurazione, potrà votare sul sito http://www.premioart.it con lo stesso meccanismo di voto utilizzato nelle precedenti edizioni
da più di 35.000 persone.