Via Vai – seconda edizione

Invito Via Vai 2 Edizione web

 

VIA… VAI…

Vita

Immagini

Arrivando

Vita

Andando

Interpreti

Allestimento espositivo nell’Hotel AbitArt, via Matteucci 10/20 Roma

Dal 14 maggio al 30 giugno  2018

Artisti

Francesca Bianchi , Silvano Debernardi, Patricia Glauser , Maria Lepkowska,

Maria Paola Moretti, Manuela Scannavini , Remo Suprani, Trasformarte 

Curatela:

Sonia Mazzoli e Marina Zatta

Un Hotel è un luogo di transito in cui si va per riandare via, in cui lo STARE è solo PERMANERE, uno spazio temporale provvisorio, un tempo estraneo, coincidente con l’espressione VIA VAI espressa nell’acronimo creato da Marina Zatta. In un Hotel si arriva, si sosta, si va.  Per denominare il posto che ci viene assegnato, la Camera, utilizziamo un aggettivo possessivo  Nostra, Mia, Tua, descrivendo un possesso che in realtà è illusorio: quello spazio non è Nostro, Mio, Tuo, lo utilizziamo in un lasso di tempo limitato estraneo alla Quotidianità, Esistenza, Vita che ci appartengono.

 

Anche gli spazi dedicati alle Arti sono provvisori, legati a un tempo relativo: Gallerie, Musei, Cinema, Teatri, Auditorium, e così via, sono zone di esistenza temporanea, legate a un ENTRARE che prevede un prossimo USCIRE, posti in cui VENIRE e ANDARE, per cui il VIA VAI caratterizza la temporaneità dei luoghi della fruizione artistica, posti in cui si arriva, si sosta, si va.

 

L’Arte stessa è uno spazio provvisorio giacché è legato all’esprimere il Pensiero che è volatile e fuggevole. L’Arte è un continuo divenire, racconta sé stessa nei secoli modificandosi e l’Artista è colui che esprime il cambiamento spostando di continuo le traiettorie narrative, portandoci in territori inesplorati, panorami in cui siamo accolti, ma che non ci appartengono: non sono pensieri Nostri, Miei, Tuoi.

 

Conseguenzialmente immaginare un rapporto concettuale legato alla transitorietà tra gli spazi reali della Galleria e dell’Hotel e quelli narrativi della Creazione Artistica è solo un mettere in relazione una comunicazione meno lontana di ciò che si può immaginare, è creare un nesso tra ciò che, nel suo non appartenere a nessuno, non essere Nostro, Mio, Tuo, trova buona parte della sua ragione di esistere.

 

l’Hotel AbitArt è situato nei pressi della Piramide Cestia, luogo centrale di Roma che ospita il monumento funebre dell’antico romano Caio Cestio, la Centrale Montemartini e il Cimitero Acattolico che ospita le tombe di numerosi intellettuali. L’hotel AbitArt oltre alla sua funzione alberghiera, è un luogo di accoglienza espositiva per l’Arte Contemporanea fondato sulla convinzione che: “L’Arte è qualcosa che deve far parte della vita quotidiana di ognuno di noi” partendo  dall’idea che “Quotidianità, Familiarità e Accoglienza, debbano convivere e dialogare in modo creativo con Arte, Cultura e Modernità”.

 

Info: ass.soqquadro@gmail.comsoniagard@gmail.com – cell. 333.7330045

 

Annunci

Non Forma dal Bianco e Nero
Mostra di Arte Contemporanea

Scuderie Reali di Villa Favorita

Si inaugura sabato 5 maggio alle ore 18.00 la mostra collettiva di arte contemporanea Non Forma dal Bianco e Nero organizzata e promossa dall’Associazione Culturale Connessioni Culture Contemporanea , Progetto Artistico di Giovanni Mangiacapra a cura di Giovanni Cardone con il Patrocinio del Comune di Ercolano e con la collaborazione e il sostegno di Gino Ramaglia , Studio Oreste Pipolo, Acheo- Club d’Italia, Soqquadro Roma . Espongono i seguenti artisti : Alfonso Coppola, Gabriele Salvo Buzzanca, Laura Coletto, Lisa Stefani, Mangiacapra Giovanni, Nicholas Tolosa, Patricia Glauser , Elsa Egon.
Come dice Giovanni Cardone : “ Per i nostri antenati, non c’erano dubbi il bianco era un vero colore addirittura uno dei tre colori basilari del sistema antico, allo stesso titolo del rosso e del nero. Già sulle pareti grigiastre delle grotte paleolitiche si usavano materie gessose per colorare le figure animali di bianco, e, nel Medioevo, si aggiungeva del bianco alle pergamene dei manoscritti miniati. Soltanto facendo della carta il supporto principale dei testi e delle immagini, la stampa ha introdotto un’equivalenza tra l’incolore e il bianco, riducendo quest’ultimo al grado zero del colore, o alla sua essenza. I pittori sono i primi a rivoltarsi contro questo nero onnipresente e onnipotente. Fin dall’epoca romantica sono in molti a militare per uno schiarimento generale della tavolozza e una maggiore imitazione dei colori della natura: i verdi, i gialli, gli arancioni fanno il loro grande ritorno con l’avvento degli Impressionisti e con i loro paesaggi dipinti dal vero, i cui colori luminosi non lasciano alcun posto ai neri veri e propri. Il bianco e il nero nell’arte hanno il potere di generare un’immediata tensione, di creare “disorientamento”, di comunicare senza necessità di ulteriori intermediari che non siano se stessi; non serve nemmeno una forma, non servono  sfondi realistici e riconoscibili, non servono parole chiarificatrici; non occorre fare altro che lasciarsi investire dal puro messaggio affidato alla luce. Questi due colori sono “le estremità” del cerchio cromatico: il bianco contiene tutti i colori, e richiama l’idea di fusione e di luminosa unione; il nero è invece un’assenza di colore, e si lega dunque all’idea di vuoto, del buio, del vacuo, dell’assente, appunto.
Ma il bianco e il nero agiscono sul nostro sistema percettivo e comunicano molto di più dei loro significati “tradizionali”; occhio e mente ne sono attivati e interagiscono alla ricerca (inconscia) di sensi più profondi, di mondi, di intimità, di misteri svelati dall’incastro perfetto di luce bianca e luce nera. Precursore dell’essenzialità dei due colori è l’opera puramente concettuale del russo Kazimir Malevič con il suo “Quadrato Bianco su fondo bianco” (1918); oppure Paul Klee che nel suo continuo parallelismo tra pittura e musica realizzò opere come il “Bianco polifonicamente incorniciato” (1930). Nel dopoguerra trovano espressioni nelle varie forme di astrattismo il primo Rauschenberg, Tobey e Twombly. A seguire Burri, lo spazialismo di Fontana, e certe esperienze di Schifano e di Lombardo legate al Pop Molti artisti contemporanei usano come tavolozza il bianco e il nero con la consapevolezza della tensione che questi non-colori determinano, tale da mettere in moto tutte le sensibilità emotive, evocative e logiche come in una sorta di percorso iniziatico. Il ché è davvero l’inizio di un’esperienza veramente affascinante ed unica” .
Non Forma dal Bianco e Nero
Inaugurazione : Sabato 5 maggio alle ore 18.00_ Dal 5al 18 maggio 2018
Progetto Artistico di: Giovanni Mangiacapra
Curatore : Giovanni Cardone
Orari : dal Lunedì alla Domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00
Scuderie Reali di Villa Favorita Corso Resina 300 / 332 – 80056 Ercolano –
Napoli Info e Contatti : Tel. 081777 8052 – 3923405574

 

Copia di Copia di ARTISTAINVERSOPERVERSO

 

Esposizione Personale di Arte Contemporanea: Artista inversoperverso
Artista: Artista inversoperverso
Curatore: Pamela Cento.
Dove: Galleria CL, Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (Metro Piramide)
Quando: dal 5 al 19 maggio 2018
Inaugurazione: sabato 5 maggio, dalle 19.00 alle 22.00
Info: http://www.elenabernardi.com, http://www.artistainversoperversoexpo.com

La Galleria Elena Bernardi e l’Associazione Anima e Corpo presentano l’esposizione di Artista inversoperverso presso il Caffè Letterario di Roma, lo spazio multifunzionale tra i più conosciuti della Capitale. Un percorso espositivo di circa quaranta opere, la maggior parte inedite, che costituiscono degli approfonditi appunti visivi di un diario personale in cui Artista inversoperverso riporta le proprie interpretazioni generate dalla con-fusione di sogno e realtà. Quando di sogno si tratta, il suo è un dormire a occhi socchiusi, un dormiveglia che fa emergere stati di coscienza alterati da un fagocitare tutto ciò che è dentro e fuori. Vorace di immagini, di tutto ciò che vede, le opere di Artista inversoperverso costituiscono una finestra sul mondo anche al senso di una finestra chiusa ermeticamente all’esterno: lo vede e lo sente psichicamente riuscendo con una linea a ricostruirne i contorni, senza nessuna immersione fisica in esso. E’ la distanza che genera l’essere spettatore degli altri e di se stesso, distanza che lascia attoniti e inermi i suoi personaggi. Una volta assimilato ogni input deve essere trasformato ed espulso da Artista inversoperverso attraverso il procedimento artistico catartico: deiezioni ed emozioni si tramutano nel denso colore a smalto o in materia iridescente e impalpabile che come lacrime si riversa silente dall’ovunque. Non c’è nessuna deflagrazione, nessun corpo che urli e che ormai incapace di trattenere tutto il brutto e il bello del mondo si squarci, ma al contrario c’è il restare immobile come dentro ad una fotografia; nello stesso modo restano a vivere e a guardare tutti i coprotagonisti come le donne, il Sole, la Luna, il pesce o la barchetta a vela di quando si era bambini. Il linguaggio utilizzato, composto principalmente da colore e tratto asciutto, va diretto al punto focale e alla sintesi del discorso. Senza usare mezzi termini forma i suoi racconti, crudi e traboccanti di poesia, che chi vorrà entrarci dovrà poi ricomporre come fossero puzzle; a poco aiuteranno nella lettura le parole che solitamente Artista inversoperverso riporta direttamente all’interno dell’opera, frasi che a prima vista ingannano sembrando una mappa di orientamento alla lettura pittorica per rivelarsi subito dopo l’opposto aprendo a ulteriori enigmi e chiavi interpretative. Artista inversoperverso depista, come riescono a farlo gli artisti lontani dall’essere didascalici, decorativi o semplicisticamente comunicativi (tratto dal catalogo dell’esposizione a cura di Pamela Cento).
Interviste sul palco faranno conoscere ulteriormente l’artista e il suo mondo inverso e perverso.

 

Senza Titolo „Voglio Stupirvi „

Senza Titolo „Voglio Stupirvi „
Un progetto di Mangiacapra Giovanni

mostra collettiva di arte contemporanea presso il chiostro di S. Maria La Nova,
“Napoli Città Metropolitana”
SALA adiacente del Consiglio Metropolitano della Città di Napoli
durata fino al 4 maggio 2018

ARTISTI: Elena Bottari, Gabriele Salvo Buzzanca, Tonia Catalano, Micaela De Vivo, Patricia Glauser, Stefania Marino, Giovanni Mangiacapra, Lisa Stefani

PAROLE CHIAVE : contaminazione progettuale e tecnica, pensiero critico, sperimentazione, libertà, scultura, pittura, installazione, dialogo gestuale, sinergia, ricerca-azione.

La mostra collettiva Dal titolo: SENZA TITOLO Voglio “STUPIRVI! ” Libera dal peso di dare un TITOLO alla mostra questa mostra di arte contemporanea vuole far emergere i molteplici linguaggi che può presentare l’arte contemporanea aprendosi alle innumerevoli prospettive. Oggi più che mai chiedere agli artisti di lavorare liberamente senza condizionamenti, esprimersi anche attraverso le proprie emozioni per poi ricevere la meritata gratificazione. SENZA TITOLO “Voglio STUPIRVI! ” senza nessuna presunzione libera da ogni vincolo artistico chi espone dando opportunità di presentare se stessi ma anche rappresentare lo spazio che li circonda intorno a noi, siamo circondati da una infinità di luci di forme e di continue notizie che ci riempiono la testa ed invadono il mostro spazio, il nostro corpo. Oggi l’arte contemporanea non resta mai ferma si muove, anticipa i tempi e i modi del vivere umano, denuncia in modo forte tutto ciò che succede intorno a se, senza paura contrattacca chi oggi offende gli uomini e le donne e chi violenta la natura, gli artisti invitati possono raccogliere attraverso la propria arte questo quotidiano.
progetto artistico e curatela Giovanni Mangiacapra

Ifo: 339 7919227 http://www.connessionicontemporanee.it/ e-mail  giovanni.arte@virgilio.it

Via… Vai…

Via Vai Bozza Gialla (2)

 

VIA… VAI…

Vita

Immagini

Arrivando

Vita

Andando

Interpreti

Allestimento espositivo nell’Hotel AbitArt, via Matteucci 10/20 Roma

Dal 19 marzo al 13 maggio 2018

Artisti

Silvano Debernardi, Maria Lepkowska, Giovanni Mangiacapra,

Maria Paola Moretti, Trasformarte, Angela Scappaticci, Remo Suprani

Curatela:

Sonia Mazzoli e Marina Zatta

 

Un Hotel è un luogo di transito in cui si va per riandare via, in cui lo STARE è solo PERMANERE, uno spazio temporale provvisorio, un tempo estraneo, coincidente con l’espressione VIA VAI espressa nell’acronimo creato da Marina Zatta. In un Hotel si arriva, si sosta, si va.  Per denominare il posto che ci viene assegnato, la Camera, utilizziamo un aggettivo possessivo  Nostra, Mia, Tua, descrivendo un possesso che in realtà è illusorio: quello spazio non è Nostro, Mio, Tuo, lo utilizziamo in un lasso di tempo limitato estraneo alla Quotidianità, Esistenza, Vita che ci appartengono.

 

Anche gli spazi dedicati alle Arti sono provvisori, legati a un tempo relativo: Gallerie, Musei, Cinema, Teatri, Auditorium, e così via, sono zone di esistenza temporanea, legate a un ENTRARE che prevede un prossimo USCIRE, posti in cui VENIRE e ANDARE, per cui il VIA VAI caratterizza la temporaneità dei luoghi della fruizione artistica, posti in cui si arriva, si sosta, si va.

 

L’Arte stessa è uno spazio provvisorio giacché è legato all’esprimere il Pensiero che è volatile e fuggevole. L’Arte è un continuo divenire, racconta sé stessa nei secoli modificandosi e l’Artista è colui che esprime il cambiamento spostando di continuo le traiettorie narrative, portandoci in territori inesplorati, panorami in cui siamo accolti, ma che non ci appartengono: non sono pensieri Nostri, Miei, Tuoi.

 

Conseguenzialmente immaginare un rapporto concettuale legato alla transitorietà tra gli spazi reali della Galleria e dell’Hotel e quelli narrativi della Creazione Artistica è solo un mettere in relazione una comunicazione meno lontana di ciò che si può immaginare, è creare un nesso tra ciò che, nel suo non appartenere a nessuno, non essere Nostro, Mio, Tuo, trova buona parte della sua ragione di esistere.

 

l’Hotel AbitArt è situato nei pressi della Piramide Cestia, luogo centrale di Roma che ospita il monumento funebre dell’antico romano Caio Cestio, la Centrale Montemartini e il Cimitero Acattolico che ospita le tombe di numerosi intellettuali. L’hotel AbitArt oltre alla sua funzione alberghiera, è un luogo di accoglienza espositiva per l’Arte Contemporanea fondato sulla convinzione che: “L’Arte è qualcosa che deve far parte della vita quotidiana di ognuno di noi” partendo  dall’idea che “Quotidianità, Familiarità e Accoglienza, debbano convivere e dialogare in modo creativo con Arte, Cultura e Modernità”.

 

Info. ass.soqquadro@gmail.comsoniagard@gmail.com – cell. 333.7330045

 

mangiacapra webmoretti webscappaticci web

IMG_20171014_182352IMG-20180315-WA0001REMO SUPRANI Surf - Le Onde del destinoTrasformArte - A spasso per il mondo

PREMIO ART FLYER MARZO PRIMO STEP SESTA ED

Esposizione di Arte Contemporanea: Premio Art Sesta Edizione – Primo Step Espositivo

Direzione Artistica: Pamela Cento

Coordinatrice: Anna Modeconi

Artisti:

Carolina Bacci, Alessia e Bruno, Agnese De Romanis, Elen, Tiziano Gilardoni, Giovanni Giuliani, Kyo’o, Matteo Madara , Andrea Marongiu, Carlotta Morselli, Alessandra Nardi, Giulia Neri, Angelo Nunziata, Rudy Orly, Davide Pavan, Alain Pietrolongo, Giuseppe Russo, Matteo Silvestri

Staff: Cento Produzioni Arte e Comunicazione, Caffè Letterario

Dove: Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (Metro Piramide)

Quando: dal 24 marzo al 12 aprile, dalle 10.30 alle 18.00

Inaugurazione: Sabato 24 marzo, dalle 19.30 alle 22.00

Info e STREAMING: http://www.premioart.it

Sabato 24 marzo prende avvio la sesta edizione del Premio Art, il concorso di arte visiva che negli anni ha esposto le opere di centinaia di artisti provenienti dall’Italia e dall’estero portando migliaia di fruitori a votare l’artista prescelto.

Dal 24 marzo al 12 aprile, presso il rinomato Caffè Letterario di via Ostiense, lo spazio multifunzionale di mille metri quadri dedicati all’arte, alla cultura e al design tra i più conosciuti della Capitale, sarà possibile ammirare le opere degli artisti Carolina Bacci, Alessia e Bruno, Agnese De Romanis, Elen, Tiziano Gilardoni, Giovanni Giuliani, Kyo’o, Matteo Madara , Andrea Marongiu, Carlotta Morselli, Alessandra Nardi, Giulia Neri, Angelo Nunziata, Rudy Orly, Davide Pavan, Alain Pietrolongo, Giuseppe Russo, Matteo Silvestri.

Quali sono le emozioni di abbandonare o essere abbandonati da una casa vissuta? E ancora come esprimere e tradurre con il linguaggio dell’arte persone e territori incontrati, o avvenimenti che hanno segnato la Storia? Come cristallizzare in una fotografia il periodo di vuoto che lentamente porta al degrado dell’anima come di un oggetto? Mondi interiori impressi nella pellicola analogica o nei pixel digitali o ancora tra le trame della tela o della carta. Le opere in esposizione danno artisticamente le risposte anche a queste domande e il risultato è costituito da un percorso espositivo con più di sessanta opere inedite.

Come nelle precedenti edizioni il pubblico, dalla serata di inaugurazione, potrà votare sul sito http://www.premioart.it con lo stesso meccanismo di voto utilizzato nelle precedenti edizioni
da più di 35.000 persone.

 

 

 

 

 

Racconti di Donne “Artistiche”

cs napoli foto locandina

L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Massa Lubrense e l’Associazione “Connessioni Culture Contemporanee” di Napoli con la collaborazione ed il sostegno di “Soqquadro”, Galleria d’arte “GARD”, “GinoRamaglia.it” e l’Archeoclub lubrense, organizzano la collettiva di arte moderna e contemporanea.

Racconti di Donne “Artistiche”

La mostra, realizzata su progetto di Giovanni Mangiacapra, si inserisce nell’ambito del programma “Percorso Donna” promosso dall’Amministrazione Comunale in occasione delle manifestazioni previste per l’8 marzo. La mostra, che ospita opere di artisti affermati provenienti da tutta Italia e dall’estero, rappresenta uno dei momenti più significativi organizzati dal Comune costiero con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli.

La mostra è allestita presso la Sala delle Sirene al largo Vescovado – adiacente al palazzo comunale – e sarà inaugurata giovedì 8 marzo alle ore 18.00 per chiudersi poi il giorno 22.

Questo importante evento artistico fa file rouge ai vari appuntamenti (incontri, dibattiti, conferenze ed altri eventi) che vedono coinvolti i cittadini, le scolaresche del territorio nonché le Associazioni locali.

Gli artisti invitati presenteranno opere fatte liberamente in qualsiasi tecnica, nate da riflessioni personali, umane e sociali, ed ispirate da una proprio pensiero o “raccontandosi” attraverso la propria arte.
Esse raccontano momenti della vita per esprimere, attraverso l’arte, episodi e momenti di gioia o di tristezza, a volte di violenza. Raccontare questo non è facile: l’arte aiuta e permette di far venire fuori storie quotidiane fatte spesso di sopraffazione e di diritti negati. Il mondo del lavoro, in particolare, focalizza tutto questo in quanto il più delle volte penalizza le donne, negando uguali diritti per tutti.
Le opere esposte raccontano tutto ciò, ma interpretano anche momenti di speranza e di gioia, esperienze di positive conquiste sociali, nella vita privata o nel lavoro.

Espongono: Antonietta Catalano, Francesca Candito, Manuela Gallo, Clementina Petroni, Rachele Carol Odello, Maria Pellini, Francesco Rosina, Silvia Rea, Tamara Valkama, Angela Vinci, Michaela Zadra

Riportiamo di seguito dei brevi cenni biografici e critici:
Antonietta Catalano nata a Napoli, ha frequentato il liceo classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. Dopo il diploma presso l’accademia di belle arti di Napoli, sta completando gli studi del corso di pittura. Nei sui dipinti prevale una luce dolce e forte, il colore prende forma creando ora figure, di una propria bellezza, dove ci conduce e ci permette di raggiungere alle parte più segrete del corpo per poi raggiungere i segreti della sua anima. Vincitrice del concorso Art for you “Per gioco non per azzardo”. Le sue opere sono state esposte a: Bologna (fiera), Firenze (località Ponte a Greve), Roma C/O Università la Sapienza (San Lorenzo), Napoli PAN (Palazzo delle Arti Napoli). Selezionata al Premio nazionale delle arti 2016/2017 in categoria arte elettronica – Napul’è ad arte 2017.
Francesca Candito l’artista nasce a Roma e attualmente vive a Milano. Si presenta con un ricco percorso di studio dal Diploma di Liceo artistico alla Laurea a pieni voti in Urbanistica alla Facoltà di Architettura alla Accademia di Brera sempre di Milano con indirizzo di indirizzo Pittura. Da una citazione di Luigi Marsiglia si legge molto bene la storia di artista “Volti che esulano dalla cronaca quotidiana per entrare in una dimensione altra, un’eternità esistenziale sottratta alle leggi del tempo e degli uomini. Esodo di un’umanità al limite tra mera sopravvivenza e un destino di sopraffazione, di muri e isolamento. I dipinti di Francesca Candito riportano la realtà, la ferrea realtà di quest’epoca, recuperando volti unici e individuali attraverso la folla soffocante, la marea di migranti che ogni giorno affrontano il deserto e le onde del Mediterraneo. Un’umanità alla ricerca di vita e di se stessa, sguardi che parlano di noi documentando ciò che accade all’altro. Non si può rimanere indifferenti dinanzi a queste opere, che con un taglio espressionistico evidenziano, nei volti, la loro essenza spirituale. I lavori di Francesca trovano nei suoi volti un proprio equilibrio, per descrivere e rappresentare il mondo delle donne. La sua pittura rispecchia il suo stile e la sua personalità la si legge la si vede in quel impulso creativo, non nasconde nulla nel presentarsi, la sua arte arriva diretto e rispecchia la sua personalità e determinazione con l’uso di questo linguaggio creativo”.

Manuela Gallo nasce a Cosenza dove vive e lavora, il suo primo amore fin da giovane è stata l’arte. I suoi studi culminati con la laurea in Scienze Naturali, non gli impediscono di dipingere, facendo diventare di questa attività una scelta importante per potersi confrontare, esprimere. Da una sua presentazione si legge di ”Una felice parentesi nel 2004 è rappresentata dal tirocinio nel laboratorio di restauro presso la soprintendenza di Cosenza (ex Convento di San Francesco d’Assisi). Nel 2013 Manuela diventa socia dell’Associazione Ovo. Oggi suoi soggetti oggi sono donne che appartengono a quel mondo degli anni 60° i suoi dipinti sono di colori vivi, le su pennellate sicure definiscono bene le forme di donne come lei le vede, figure luminose, danno espressione e forza alle sua donne. I suoi lavori vivono di una propria armonia dialogo tra di loro, e assumono spesso quel atteggiamento positivo che ci chiede la vita.

Clementina Petroni, nata a Forio di Ischia, fin da giovane si appassiona all’arte, dipingendo su carte e su tela, scopre anche la passione per la materia attraverso la ceramica, crea continuamente oggetti per poi dipingerli. Da sempre un’artista che sviluppa il suo senso della realtà e approfondisce e ricerca attraverso l’arte il suo mondo circondato dal mare: lei vive a Ischia, un luogo fatto di natura dove conosce i segreti più nascosti che difende gelosamente. Il suo contatto con la natura vive di un gioco sottile fatto di amore e rispetto. Pittrice che con gesti semplici e segni distinti, risponde con positività, serenità, ma anche sussulti emozionali e tensioni esistenziali rappresentano bene la sua arte. Le sue tele sono ricche di colori e di forme che rappresentano il mondo delle donne, figure quasi magiche che vogliono essere guardate perché rappresentano bene il mondo delle donne.
Rachele Carol Odello, pittrice, scultrice nata a Livorno. Ha studiato al Liceo polifunzionale “Cecioni“. Figlia d’arte, si porta dietro – da parte della madre – tutta la sua basilare importante storia creativa che determina il suo essere artista fino ad oggi. Tutto il suo ambiente vive di felici ricordi dei vari oggetti o manufatti presenti nella sua casa. La sua vita artistica come prima esperienza la vede esporre in Inghilterra dove ha vissuto per ben quattro anni. Rientrata in Italia continua la sua formazione presso la Fondazione Trossi Uberti, allieva del maestro Y. Hidalgo scopre e si appassiona al mondo della scultura sotto la formazione di Paolo Grigo. L’artista si muove, spazia in varie attività espressive, tra cui quella del teatro che influenza la sua arte, Il suo animo si avvicina alla poesia e scrive racconti per i bambini, ci troviamo di fronte ad una artista che vive immersa completamente nel modo della creatività. Raccontare di Rachele del suo amore per l’arte non è facile, in una sua breve biografia si legge della forte sofferenza vissuta per la morte della madre e come l’artista si sente fortemente privata di questo amore. I suoi dipinti sono una continua ricerca di visi di donne che segnano nei tratti una forte sensibilità in modo pieno come il suo modo di amare la vita. I suoi linguaggi sono fatti di colori che prendono forme di volti di donne che si incontrano nel nostro quotidiano. Rachele è una donna che non si ferma, cerca e ricerca continuamente nella sua arte espressioni proprie per potersi rappresentare e per poter raccontare con i suoi occhi prima e poi con i pennelli dopo.

Maria Pellini, nata a Reggio Emilia, ha frequentato l’istituto d’Arte Gaetano Chierici specializzandosi nell’arte del tessuto. Per anni ho operato come decoratrice di giostre a cavalli; nel 1999 si avvia ad una ricerca personale lasciandosi alle spalle gradualmente la figurazione …il tutto avviene attraverso un processo lento, misurato dall’esperienza quotidiana e dall’elaborazione profonda del mio essere …credo che il vero processo della creazione nasca e si alimenti dall’esperienza della propria unicità cercando un proprio segno, farlo crescere affinché viaggi e possa volare. La prima esposizione personale nel 1999: “Oltre un’Immagine” è quella di un’artista sensibile che ama cercare l’essenza della vita e che trova nella materia tutti quegli elementi per fare ricerca, per trovare risposte e darsi un proprio equilibrio. L’artista non si spaventa impasta, mescola i suoi elementi per dargli forma e vita, la sua arte è fatta di passione e forti emozioni che esprime molto bene nei suoi colori ora pastosi e forti, grumi sulle tele. Le sue tavole vivono di una propria forza, ma anche dolci color pastello pieni di luce, la forma non è importante quella chiusa in confini ben definiti, lei ama far nascere, far vedere nuove espressioni per raccontare la sua arte. Maria è un’artista che si muove liberamente utilizzando, aggiungendo tutto ciò che può essere utile alla sua creatività. Promuove nel proprio atelier, e non solo, corsi e laboratori per bambini ed adulti improntati al benessere e alla ricerca interiore, creativa, grafica e pittorica. Opera e collabora molto nel sociale partecipando nei laboratori pittorici nella disabilità. Attiva all’interno dell’associazione Andos per laboratori (LIC Donna- luoghi di prevenzione) e consulente artistica per mostre all’interno della sede, nonché vicepresidente dell’Associazione Insieme

Francesco Rosina, formatosi l’Istituto d’Arte Antonio Corradini di Este vicino Padova ha conseguito il diploma di “Maestro d’Arte” nel 1997. Ha proseguito nella sua ricerca artistica, sperimentando tecniche, uso dei colori e studio delle forme che l’hanno portato a sviluppare opere innovative. Pittore della forma, come ama definirsi, spinto dalla ricerca e dalla sperimentazione si esprime dando il meglio nelle opere intorno alla figura femminile. Traspare dai suoi lavori come lui “dipinga con il cuore”, le sue opere vivono pienamente la sua quotidianità, la sua arte racconta storie attraverso emozioni e incontri, la sua creatività non cede all’alienazione ma bensì prende forza nelle sue figure. Francesco è un artista che sperimenta e ricerca sempre materiali e tecniche che gli possano dare emozioni, le sue opere riassumo e sono frutto di una continua osservazione espressiva che trova spazio nell’odierno linguaggio dell’arte, senza mai nascondere la sua sensibilità artistica.

Silvia Rea, nata a Grottaglie Taranto vive attualmente a Napoli, laureata in Biologia ha insegnato in vari istituti scolastici. Dal 2004 si dedica alla pittura a tempo pieno dopo aver frequentato il corso libero di nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e poi il corso di pittura sotto la guida dei pittori Luigi Cerqua e Umberto Leonetti, presso l’associazione Le Muse di Napoli. Dal 2006, ha studiato presso la scuola d’arte della In Form Of Art con i maestri Marco Chiuchiarelli e Carlo Palumbo con i quali ha approfondito lo studio del disegno dal vero, dell’anatomia e delle tecniche pittoriche tradizionali e dove, fino al 2013, ha mantenuto uno spazio di lavoro. Il suo lavoro intenso, senza pause le ha permesso di sperimentare e sviluppare le sue capacità espressive. Artista segnalata per la sua tecnica e per il suo gioco cromatico, i suoi lavori trovano quel giusto equilibrio dando una da profonda espressione nei suoi paesaggi urbani, la sua pittura è fatta di esperienza senza mai far mancare la sua sensibilità anche per le tematiche trattate. Attenta socialmente, persona sensibile, attraverso i suoi volti segnati da emozioni forti e visibili nelle sue stesure cromatiche, denuncia i disastri causati dall’uomo. Silvia possiede una sua proprietà tecnica, dando alle sue tele sempre la luce, le sue pennellate trovano quell’equilibrio senza far mancare mai la sua forza espressiva.

Tamara Valkama, e’ nata a Stoccolma, diplomata al Liceo Artistico di Lucca e dopo all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Dopo aver conseguito la qualifica professionale presso il Laboratorio per Affresco di Elena e Leonetto Tintori a Prato, ha iniziato a lavorare come Decoratrice pittorica d’interni, in parallelo continua sempre a dipingere realizzando opere su tela e sculture dipinte. Tamara e una artista completa e di forte esperienza dove il suo gesto artistico ormai maturo non ci lascia fermi senza pensiero ma ci invita ad essere profondi come lei. Per i suoi lavori utilizza vari materiali e con dimestichezza usa le sue tecniche, dando sempre a tutto quello che fa una propria anima. Il suo linguaggio non è frenetico, si dimostra espressivo e sensibile, le sue figure di donne su cartone sono dotate di un realismo unico, quasi in un dialogo con lo spettatore, stabilendo un filo di contatto infinito.

Angela Vinci nasce a Catania in cui vive ed opera la sua attività di artista, da giovane si diverte, gioca, con i suoi disegni, questa passione diventa vitale per lei. Anche i suoi studi prima al Liceo artistico Emilio Greco per poi finire naturalmente alla Accademia di Belle Arti per finire questo cammino. Angela Vinci si sente molto legata alla sua città di Catania ma potremo dire alla stessa Sicilia che gli offre artisticamente spunti e sempre nuove opportunità. Si attività, si impegna, si sperimenta nel vasto campo che offre il mondo dell’arte, non si fa quasi mancare nulla, la decorazione della ceramica, il ripristino murale e in ultimo il graphic design, tutto accompagnato anche ad una esperienza presso studi di architettura. L’artista utilizza con padronanza strumenti e tecniche artistiche , sperimenta il colore, la materia senza mai dimenticare la tradizione. In questo viaggio intenso non lascia mai sua ricerca di quel realismo espressivo, quasi gli appartiene, lo sente, difatti segue con attenzione artisti di spicco come Domenico Girbino e Piero Corpaci legati a quel mondo artistico che esprime la città di Catania. Si aiuta molto per questa sua ricerca mettendo insieme il disegno e la stessa macchina fotografica per studiare approfondire la figura umana. Angela Vinci è una artista instancabile lei non va di fretta, i suoi lavori nascono da queste sue competenze, dalla sua creatività di osservare, guardare le persone, nella sua pittura colorata mette insieme emozioni contemporanee che ci permettono di cogliere il suo amore verso l’arte. Oggi l’artista ha messo come baricentro del suo lavoro la figura umana, passando dai suoi volti ora femminili a quelli del bambino che “vive in ognuno di noi”, le sue figure ci portano ad un lavoro che ricerca l‘innocenza, la non contaminazione dove poi l’uomo si lascia trascinare lungo la strada della sua vita. L’artista infine mette al centro del suo lavoro le figure umane perché da li lei vuole raccontare con la sua arte la storia umana fatta di emozioni, passioni senza mai tralasciare la forza che l’uomo mette nel cercare la verità della vita .

Michaela Zadra, nata a Wolfsberg in Austria è in possesso di diploma magistrale rivolto alle arti applicate del taglio e cucito femminile e di cucina. Si avvicina poi al mondo dell’arte attraverso un corso sullo studio dell’acquerello e le sue tecniche.
Tra il 1988 e 1989 viaggia moltissimo, in India approfondisce le tecniche del batik senza farsi mancare una conoscenza e approfondimento delle tecniche dello Yogjkarta in Indonesia. Nel 1995 fonda in Toscana l’Istituto Maithuna che si occupa delle tematiche della coppia, pubblicando vari libri. La sua arte resta fortemente legata al mondo delle donne, dalla pittura, agli acquerelli. L’artista da’ forme e colori in un continuo linguaggio di ricerca e sperimentazione. Non si lascia mai prendere dal mondo dalla frenesia intorno a lei. I suoi lavori sono molto espressivi, delineano un messaggio in senso ecologico, cercando quella armonia tra uomo e natura. Il suo linguaggio non è esaltato, va verso un mondo intenso si predispone in senso ecologico, in quel rapporto squilibrato tra Uomo e Natura.
Le sue tele prendono “Corpo” in un significato pratico che germoglia lentamente e tenacemente secondo una nuova espressività, i colori intensi e leggeri si spalmano creando dalla materia nuove forme.

Apertura: giorni feriali e domenica (ore 9.30 – 13.00) – sabato (ore 9.30 – 13.00 e 16.30 – 19 30)

Organizzazione: Giovanni Mangiacapra Cell. 3397919227 e-mail: giovanni.arte@virgilio.it – Comune Massa Lubrense, largo Vescovado, 80061 – Massa Lubrense: Stefano Ruocco Cell. 338 3474193